Speciale EuRegMe – Intervista a Vincenzo Di Nunno, OC Coordinator

914163_10200557604015908_1236831793_oImmaginate per un attimo di dover accogliere 250 persone nella vostra città.
Immaginate quindi di dover dare loro vitto e alloggio per 4 giorni, e di doverle portare fuori la sera per farle divertire.
Immaginate, infine, che tutte queste persone parlino una lingua diversa dalla vostra.
Il tutto ovviamente, tenendo conto di mille imprevisti.
Impresa disperata, penserete.
E invece è proprio quello che la Sede Locale di Chieti è riuscita a fare, organizzando un favoloso EuRegMe.
Per farci raccontare tutti i retroscena dell’impeccabile organizzazione logistica, abbiamo intervistato Vincenzo Di Nunno, Organizing Committee Coordinator, che si è fatto portavoce della squadra di instancabili volontari che hanno permesso la riuscita di questo evento internazionale.

1) Quando e come vi è venuta questa idea?

L’idea è venuta fuori dopo il Meeting di Novara. All’inizio era solo qualcosa su cui scherzavamo io e poche altre persone, come per esempio il buon Fabio Ambrosini.
Dopodiché, sempre per gioco, abbiamo cominciato a fare il primo preventivo, quello dell’hotel, e poi abbiamo iniziato a discutere delle fees necessarie. Da quel momento non abbiamo più scherzato. Ricordo che è stato alquanto difficile convincere uno dopo l’altro i membri della mia Commissione Locale della fattibilità della cosa, ma ad uno ad uno si sono lasciati trascinare in questa folle impresa e penso che ora nessuno se ne sia pentito.

2) Quali sono state le principali difficoltà nell’organizzare un evento del genere?

Sicuramente problemi in termini di fundraising. Nonostante si tratti di un evento che richiede delle fees molto alte, ospitare 250 persone, muoverle con i bus e trasportarle di città in città necessita di cifre esorbitanti. Per fortuna abbiamo trovato delle Istituzioni, prima tra tutte la nostra Università, che hanno creduto subito nell’Iniziativa e ci hanno supportato con ogni mezzo.
Ad essere onesto in quest’anno di organizzazione dell’evento ho avuto la fortuna/sfortuna di vedere da vicino tantissime realtà, trovando spesso persone interessate seriamente ad aiutarci nell’iniziativa, ma mi sono anche scontrato con realtà sconcertanti, che hanno cercato di smontare la nostra iniziativa ridicolizzandola e ostacolandola.
Oltre a problemi puramente economici, devo dire che è stato piuttosto difficile coordinare e provare ad accontentare le richieste (spesso assurde) di 250 delegati: ad una settimana dall’Evento le nostre email erano letteralmente invase. Giusto per fare capire: sono stati richiesti gomitoli, alte dosi esponenziali di post it (oltre 4000 blocchi) ed ovviamente decine e decine di flipcharts!

3) Cosa dovrebbe fare una Sede Locale per lanciarsi in un’avventura simile?

Crederci, essere una Sede Locale fatta da persone unite con una grande stima che le accomuna ed avere l’obiettivo condiviso di fare un buon lavoro. Se una Sede Locale come la nostra (bilancio annuale intorno ai 3500 Euro) è riuscita in questa impresa, penso non ci siano limiti per nessuno.

4) Cosa una Sede Locale invece non dovrebbe fare?

Cominciare a trovare problemi dove non ce ne sono, e iniziare a scaricare colpe all’interno dell’OC. Voglio dire: quando si organizza un grande evento prima o poi qualcuno sbaglierà qualcosa di più o meno importante. In quel momento si può inveire con chi ha commesso l’errore o si può lavorare come un unica grande squadra e provare a risolverlo.

5) La cosa che vi è piaciuta di più durante l’organizzazione dell’evento?

Il fatto di aver avuto a che fare con gente che proveniva da tantissime Nazioni e culture diverse ed il fatto che giorno dopo giorno sentivamo il rapporto e l’intesa del nostro gruppo crescere fino a livelli che non credevamo nemmeno esistessero.

6) La cosa invece che vi è piaciuta di meno?

Il fatto che molte volte abbiamo avuto a che fare con agenzie, enti ed altre persone che volevano demolire o lucrare sull’iniziativa

7) Domanda leggera: la delegazione più simpatica?

Bella domanda! Sono convinto che ogni membro dell’OC darebbe una risposta diversa (ovviamente subito dopo la delegazione Italiana). Personalmente metterei in cima alla lista quella tedesca. Mi sono veramente commosso quando nell’ultima plenary sono venuti tutti da noi vestiti di tutto punto e ci hanno regalato un pezzo autentico del Muro di Berlino. E’ stato veramente un bel momento, forse anche meglio di quando mi hanno regalato lo spillatore di jaegermeister!

8) Raccontaci un aneddoto su questo EuRegMe.

Due aneddoti: Il primo è stato un momento adrenalina pura in quanto abbiamo perso il locale per l’International Food & Drinking Party e i trasporti da Roma promessi da un Agenzia due settimane prima dell’evento, dovendo cambiare in 3 giorni praticamente tutto.
Il secondo è stato quando, durante l’EuRegMe, stavamo beatamente festeggiando all’ultimo piano dell’hotel e ci stavamo “facendo baldoria” con il Treasurer dell’IFMSA. Ad un certo punto è arrivato il portinaio dell’hotel e ha cominciato a sbraitare come un animale ed io mi sono bellamente finto uno straniero per passare inosservato (chiaramente il giorno dopo ho chiarito tutta la situazione)!

9) Alla fine di tutto lo rifareste?

Certo! Anzi NO, ora ci mancherebbe solo una GA! Magari il prossimo Incaricato Locale…

10) Dì la verità: quante ore di sonno avete dormito in tutto?

Dormito? Sonno (risata isterica)? Oramai nelle nostre vene scorrevano solo caffè, energy drinks e vari umori di natura alcolica che ci hanno tenuti svegli come zombie iperattivi per circa 96 ore!

Grazie per l’intervista e ancora complimenti per il vostro fantastico lavoro!