Speciale EuRegMe – Italians Do it Better: Intervista alla delegazione Italiana

399593_10201100705785928_1223603458_nL’EuRegMe, termine che sta per “European Regional Meeting”, è considerato, assieme alle General Assemblies (GA), uno degli eventi più importanti dell’IFMSA (International Federation of Medical Students’ Associations).
E’ un grande Meeting di studenti di medicina europei, che quest’anno è stato orgogliosamente organizzato dal SISM grazie allo straordinario impegno della Sede Locale di Chieti.
E’ un momento di incontro e di condivisione tra le varie NMOs (National Member Organizations) europee, in cui le delegazioni dei vari paesi si aggiornano e dialogano sulle tematiche di Standing Committees e non solo.
Spiegato in questi termini un evento del genere rischia di essere presentato troppo rigidamente.
L’EuRegMe è, prima di tutto, un grande calderone di idee, lingue e persone con le proprie storie e la propria cultura; uno spazio in cui le differenze culturali convergono verso obiettivi comuni, in cui la crescita sia personale che Associativa rappresenta il vero traguardo.
Assieme ad Andrea Costumati, Veronica Lio, Federica Di Marco, Tancredi Lo Presti, Matteo Cavagnacchi, Giacomo Cinelli e Rosario Cocchiara, ho avuto il privilegio di poter partecipare a questo evento e credo che sia impossibile riassumere con una semplice descrizione di qualche pagina tutto ciò che si potrebbe raccontare.
Per questo motivo, pensando ad un articolo da proporre come restituzione di quest’esperienza per Zona SISMica, ho deciso di raccogliere la testimonianza della delegazione Italiana sottoforma di intervista.
Eccovi dunque le nostre impressioni, riflessioni, e commenti!

1) Cosa ti ha spinto a partecipare all’Euregme?

Vero: Volevo conoscere l’IFMSA e trarre spunti per il lavoro dello SWG sulla Riforma degli Eventi Nazionali.
Matteo: La possibilità di confrontarsi con realtà anche molto diverse da quella del nostro SISM per accertare i nostri punti di forza e lavorare al meglio sulle immancabili debolezze.
Tank: Volevo conoscere e confrontarmi con realtà molto diverse dalle nostre e che poi ho scoperto essere più vicine a noi di quanto pensassi, e che insieme costituiscono questa famiglia ancora più allargata che è la IFMSA.
Andrea: Mi mancava l’esperienza Internazionale e il confronto con altre realtà Associative.
Avevo bisogno di una esperienza del genere per un migliore Handover in Sede Locale.
Fede: Ero curiosa di conoscere l’ambiente internazionale IFMSA, confrontarmi con le altre NMOs e crescere come VPE. E concordo con Andrea sul fatto che questa esperienza mi servirà un sacco per l’handover in Sede Locale!
Jack: Avevo gia’ avuto la fortuna di partecipare a 3 incontri internazionali (General Assemblies) ma mai ad un incontro Europeo, per questo ero curioso di vedere di che genere di esperienza si trattasse e di mettermi in gioco in prima persona per alcune attività specifiche. Spinto anche da questa curiosità ho applicato nel momento in cui mi è stato chiesto di coordinare 1 Workshop ed 1 SWG durante lo stesso EuRegMe.
Ros: Mi mancava il confronto con le realtà internazionali. Avevo voglia di conoscer gente nuova e osservare come avveniva la gestione delle assemblee internazionali!
Ste: La curiosità di osservare da vicino l’IFMSA. Come SISM siamo inseriti in un Network internazionale di cui spesso non si percepisce la reale influenza a livello nazionale e ancora di più a livello locale.

2) Prima volta ad un evento IFMSA?

Vero: Sì.
Matteo: Ebbene sì!
Tank: Ahimè sì!
Andrea: Eggià!
Fede: Yes
Jack: No, avevo gia’ partecipato a 3 Assemblee Generali dell’IFMSA.
Ros: Yep!
Ste: Sì!

3) Cosa ti è piaciuto di più?

Vero: Il fatto che fossimo sempre interpellati sulle modifiche dell’agenda, su cosa fosse utile discutere e cosa no.
Matteo: Indubbiamente il clima, l’interscambio costante, anche solo durante una chiacchierata a pranzo, di informazioni, modi. Come fare un giro per l’Europa senza spostarsi mai, indescrivibile!
Tank: Il fatto che venivamo considerati tutti alla pari, le nostre opinioni erano ascoltate a tutti i livelli, e poi sono entrato a far parte di uno SWG IFMSA!
Andrea: C’era una fortissima carica e amore per quello che si faceva.
Fede: Non esiste il tasto mi piace? Mi è piaciuto un sacco trovare la stessa passione che mettiamo noi in piccolo nel nostro SISM e nelle nostre Sedi Locali, la condivisione massima di idee, esperienze, persino modifiche dell’agenda.
Jack: Mi è piaciuto moltissimo conoscere o conoscere meglio molte persone sia della delegazione Italiana che stranieri. In più ho trovato molto costruttivo ed utile avere la possibilità di coordinare alcuni SWG e Workshops.
Ros: Rendermi conto che a livello internazionale c’è tanto che si fa, che somiglia a quello che facciamo noi nel SISM e rendermi conto allo stesso tempo che ci sono un sacco di altre cose che potremmo fare e che quindi bisognerà cimentarsi per realizzare.
Ste: Scoprire che nonostante le differenze tra le varie realtà Associative, gli obiettivi sono comuni e tramite il confronto è possibile riportare a casa tante nuove idee. Inoltre mi è piaciuta la grande considerazione verso le opinioni e i punti di vista di ognuno dei presenti, anche se alle prime armi.

4) Cosa non ti è piaciuto o non ti ha convinto del tutto?

Vero: Alcune discussioni, specie sulla riforma IFMSA sono state inutili, dispersive e poco concrete, probabilmente perché si è all’inizio della progettazione di una riforma.
Matteo: L’eccessiva autoreferenzialità di alcune sessioni. Avevo l’impressione si parlasse più di economia e di come portare successo all’“azienda” IFMSA che non dei problemi effettivi degli studenti e dei progetti volti verso di loro.
Tank: Non so se fosse un problema solo della EB Session, tuttavia molti discorsi affrontati mi sono sembrati poco concreti, un po’“campati in aria” come si dice da noi. Mi sarebbe piaciuto parlare di più delle NMO/Local Committee Managment per esempio.
Andrea: L’IFMSA è un po’ aleatoria. Inconcludente e per nulla adesa sul territorio e sui progetti. Mi è mancata l’esperienza SISMica fatta a suon di “noi abbiamo fatto questo abbiamo avuto questi riscontri”. Inoltre alcuni aspetti della gestione del tempo non mi son piaciuti.
Fede: Non mi è piaciuta tanto la gestione dei tempi di alcune Sessions, e ho trovato alcune discussioni appunto “campate in aria”, soprattutto ho trovato poco chiara la parte sulla riforma IFMSA spiegata a chi non ne aveva mai sentito parlare.
Jack: Purtroppo in alcune attività non si percepiva la reale utilità di quanto stavamo facendo, questo dava l’impressione di “parlare molto e realizzare poco”.
Ros: L’ho specificato anche nella sessione SCORP: ho avuto l’impressione che i progetti potessero avere un successo a livello circoscritto, ovvero limitatamente a eventi mirati, a giornate specifiche o contesti specifici. Speravo in una gestione più “politica” delle tematiche, con progettualità che consentissero un’efficacia a livello internazionale e con risvolti pratici ed efficaci sullo scenario sociale.
Ste: La gestione delle tempistiche e la sensazione che i dibattiti mancassero di “concretezza”. A volte si discuteva di “come discutere” e questo ha penalizzato la trattazione di molti argomenti che probabilmente avrebbero avuto molta più rilevanza.
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5) Com’è stato dover discutere di certi argomenti in inglese? Hai avuto difficoltà?

Vero: A volte si, ero emozionata a parlare davanti a tanti sconosciuti e stranieri!
Matteo: Quando i lavori si protraevano anche oltre le 2 di notte, le mie facoltà linguistiche non andavano oltre “Yes”, “No”, “Ok”, ma credo non sarei riuscito a fare di più nemmeno in italiano, quindi va bene lo stesso!
Tank: Fortunatamente no, almeno nella parte di listening diciamo, purtroppo noi italiani, e i siciliani come me ancora di più, abbiamo questo bruttissimo accento nel parlare inglese che ci contraddistingue (http://www.youtube.com/watch?v=JAFQFvSPhQ8)
Andrea: Non ho avuto problemi a farmi capire. Riuscivo a comprendere benissimo tutto tranne gli Inglesi madrelingua!
Fede: A tratti un po’ sì!
Jack: Parlare inglese è sempre problematico quando lo si fa in ambiti tecnici e specifici. Nelle conversazioni personali e generiche, così come in ambiti a me noti (quali le discussioni su gli scambi) ormai non avverto alcun problema mentre ogni volta che mi addentro in settori di cui non ho ancora approfondito il vocabolario (ad esempio le discussioni riguardo la gestione dei training), ho bisogno di qualche giorno di rodaggio prima di ingranare al 100%.
La comprensione invece non mi da nessun problema.
Ros: Per stavolta ho impiegato davvero pochissimo a riambientarmi e sintonizzarmi sulla rete inglese. Una comprensione del 90% di tutto; e la comunicazione, siamo italiani, un modo lo si trova!
Ste: Ho dovuto rispolverare il mio inglese, un po’ arrugginito. In ogni caso non è stato un problema, perché il livello era più o meno lo stesso tra le varie NMOs. C’era chi parlava meglio e chi parlava peggio, ma non ci sono mai stati problemi di comunicazione.

6) Che opinione hai maturato sull’IFMSA?

Vero: È più simile al SISM di quanto pensassi, le persone sono abbastanza alla mano e la Federazione ha dei difetti su cui sta cercando di lavorare; insomma me la aspettavo più perfetta di così!
Matteo: Un gruppo di ragazzi, nulla di più, è un po’ svanito quell’alone di magia e mistero che la ricopriva fino a prima di entrarci. Però sia chiaro: questo non è un male, anzi!
Tank: Mi aspettavo qualcosina di più sinceramente, forse dovrei provare la GA per sbalordirmi un po’ di più! In realtà ho trovato dei ragazzi come noi, un po’ pazzi, ma molto determinati a fare di tutto e a cambiare le cose. Sono SISMici in pratica! Credo però che molti si preoccupino eccessivamente di crearsi un’immagine e di fare bella figura a livello di IFMSA e quindi europeo e mondiale, curandosi un po’ poco delle loro NMOs. Da questo punto di vista il SISM mi è sembrato un passo avanti a tutti!
Andrea: In IFMSA non vivono l’Associazione di provenienza (NMO) allo stesso modo in cui la viviamo noi. Ho notato che chi fa associazionismo in Serbia o in Portogallo o anche in Germania, immediatamente approccia l’IFMSA.
Nel SISM ciò non avviene. Gran parte dei SISMici non fanno esperienze di questo tipo, e forse neanche si sentono parte del network internazionale.
Fede: E’ molto simile al SISM ma decisamente più in grande. Un grande numero di persone e officers che condividono la stessa passione e riescono a lavorare perfettamente insieme anche se vivono in stati diversi, come se le distanze non contassero grazie all’IFMSA. Però probabilmente vivono poco la loro realtà nazionale, da questo punto di vista il SISM spacca!
Jack: L’IFMSA è un paradiso terrestre ad un primo sguardo, ma nel momento in cui ci si addentra al suo interno si scoprono parti incolte e qualche spina. L’errore di base che si fa nell’approcciarsi all’IFMSA è pensare che una federazione internazionale sia necessariamente meglio in tutto rispetto al livello nazionale. Invece quello che ho cercato di trasmettere alla delegazione è che non si devono avere preconcetti e se in qualunque momento avessero ritenuto che il SISM fosse meglio o più avanti allora il nostro compito non è adattarci al “peggio” solo perchè ci viene proposto dall’IFMSA, ma spronare la federazione e le altre NMOs a migliorarsi ed a raggiungere il nostro livello. Questo ovviamente senza presunzione e rimanendo aperti al confronto.
Ros: Un bel gruppo di giovani, pieni di idee, progetti e utopie. Spero di essermi perso le sessioni in cui tutto questo si trasformi in fatti. L’inizio è niente male, spero solo il backstage sia grandioso!
Ste: Ne sono rimasto davvero affascinato. Credo che avere la possibilità di lavorare al suo interno possa offrire una quantità infinita di stimoli ed esperienze, in un contesto di respiro internazionale. Tuttavia ho riaggiustato l’immagine “idilliaca” che avevo prima dell’EuRegMe: ci sono molti aspetti, soprattutto legati al risvolto più “pratico” delle discussioni, che non mi hanno del tutto convinto. Credo sia dovuto al fatto di dover mediare tra realtà molto diverse tra le NMOs e ad una gestione Associativa che ad alti livelli purtroppo è intrinsecamente più complessa e articolata.

7) Rispetto ad un evento SISM cosa ti ha colpito maggiormente?

Vero: La miglior gestione dei tempi e delle discussioni. Ci si perde meno in chiacchiere.
Matteo: Devo confessare che sono ancora digiuno di eventi nazionali, ho fatto direttamente il grande salto in IFMSA, quindi non sarei in grado di fare un paragone valido.
Tank: Una miglior gestione delle discussioni, una Project Fair completamente diversa da quella che conosciamo noi, e poi non saprei. I meravigliosi ragazzi dell’OC hanno dato un tocco di SISM a tutto! Sono stati fantastici!!
Andrea: C’era più calma e ordine. Nel SISM ogni tanto finisce “a caciara” o qualcuno si alza dalle Plenary. Non esisteva quasi il Side-talking e le Ground Rules erano tutte rispettatissime!
Fede: Il rispetto dei punti dell’agenda e degli orari. E ho adorato la Project Fair!
Jack: La multiculturalità che si respira in IFMSA è una delle cose più belle che la Federazione ha da offrire!
Ros: Ehm, evento SISM? no passo alla prossima domanda!
Ste: Il clima internazionale. Il SISM non ha nulla a che invidiare alle altre NMOs, anzi: è una delle Associazioni più mature sotto molti aspetti. Ma ovviamente in IFMSA la multicultralità offre stimoli che, ovviamente, da noi non ci sono.

8) Un episodio in particolare da raccontare?

Vero: Non me ne viene in mente uno particolare, spendo solo due parole per dire che mi è piaciuto molto il clima che si è creato nella delegazione italiana, eterogenea al massimo ma unita…carina e coccolosa!
Matteo: Forse troppi che rischierebbero di essere pericolosi, diciamo che è stata un’esperienza fantastica nel complesso!
Tank: Oh mamma. E’ sembrato un evento unico di per sé (anche perché non si dormiva mai) per cui scegliere solo una parte non è facile.
Direi in ogni caso la seconda sera, quella del concerto jazz: è stato più uno spettacolo interattivo che ha coinvolto tutti indistintamente e che ci ha uniti tantissimo facendoci sentire ancora di più un’unica famiglia. E poi, come dice veronica, il rapporto che si è creato tra noi italiani, coesi al massimo! Ciao!
Andrea: Ho avuto un confronto molto grazioso con dei ragazzi del Montenegro. ho parlato dell’Italia e delle nostre contraddizioni. Mi hanno ringraziato alla fine perchè si erano resi conti di averci sempre conosciuto tramite stereotipi.
Fede: Siamo una squadra fortissimi! devo dire che i momenti in cui si fa davvero un confronto tra NMOs sono le serate del Social Program, tra un vinello e una staffetta alcolica (oltre a vedere scene poco piacevoli – e Ros sa di cosa parlo!) si raccontano cose accadute nell’arco della giornata, ci si confronta tra Sessions diverse; e ho apprezzato tanto le NMO hours!
Jack: Posso affermare con certezza e senza dubbio alcuno (rinforzato dal fatto che anche altri delegati stranieri me lo hanno confermato) che questo EuRegMe è stato uno dei più belli di sempre e che quest’anno ha battuto nettamente la GA di Baltimora quanto a spirito ed organizzazione. Sono fiero ed onorato di avervi potuto partecipare e sono felicissimo di averlo fatto con questa delegazione!
Ros: Il tour per la splendida città di Cepagatti, con i sorrisi della gente per strada, i depliant informativi sulla tradizione delle gare ippiche, gli sguardi incuriositi degli abitanti alla finestra, l’ospitalità degli anziani che invitavano nei loro salotti e ovviamente gli splendidi murales. Indimenticabile.
Ste: Beh ce ne sarebbero moltissimi. Diciamo che forse sono stato fortunato a compiere gli anni durante l’EuRegMe, perchè mi hanno fatto gli auguri con le canzoni tipiche di ogni nazione (in Norvegia fanno pure un balletto)!