Speciale EuRegMe – Pre-EuRegME e TNT/TOT, intervista ai partecipanti

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Il meeting europeo degli studenti di medicina IFMSA, è stato preceduto da un Pre-EuRegMe, organizzato con successo dalla Sede Locale di Roma La Sapienza a Morlupo, in provincia di Roma.
Si è trattato di una combinazione di due eventi per la formazione di Trainers, il TNT e il TOT.
Zona SISMica ha intervistato per voi Davie Tinti, Training Support Division Coordinator, organizzatore dell’evento assieme all’OC di Roma, Paolo Miccichè, partecipante al TNT, e Giacomo Cinelli, partecipante al TOT.
Eccovi il resoconto dei tre fantastici giorni di Pre-EuRegMe attraverso la loro testimonianza!
Preparatevi ad avventuravi nel favoloso mondo dei Trainings!

1) TNT e TOT? Descrivici brevemente di cosa stiamo pralando.

Davide: Il TNT, o Training for New Trainers, è un progetto formativo dell’IFMSA che ha come obiettivo, come si evince dal nome, la formazione di nuovi Trainer. Il TOT, o Training for Old Trainers, è invece un progetto che ha come obiettivo l’approfondimento formativo dei Trainer che hanno già sostenuto alcuni Training. I due progetti, seppur siano tra loro separati, si possono considerare come un unicum, in cui il TNT costituisce il 1° livello e il TOT ne rappresenta il 2°, con l’obiettivo comune di formare i formatori, ossia i Trainer.
Paolo: Il TNT (Training for New Trainers) è un evento formativo organizzato o a livello nazionale o internazionale,come in questo caso, per formare nuovi trainer ossia persone in grado di trasmettere nozioni o di gestire degli incontri con gente pari a loro riguardo i più svariati temi dal teambuilding all’omofobia.
Giacomo: Il TOT e’ un evento nel quale Trainers esperti (di solito di effettua una selezione dei partecipanti valorizzando specialmente i trainers che hanno condotto piu’ training) approfondiscono e perfezionano le proprie abilita’ e conoscenze, al fine di poter essere in grado di organizzare un TNT nel quale formare New Trainers. Oltre a tutto questo naturalmente vengono riprese le tecniche ed i concetti del TNT in una atmosfera molto somigliante al TNT stesso, ma con una maggiore autodeterminazione dei partecipanti.

2) Cosa fa di preciso un Trainer?

Davide: Un Trainer è tipicamente un socio, o un membro esterno all’Associazione, che ha il compito di diffondere, favorire, organizzare, facilitare, trasmettere, moderare conoscenze e competenze. Un Trainer organizza i suoi compiti all’interno di momenti formativi chiamati Training, sessioni solitamente della durata di ore 2 (ma che possono andare dai 30 minuti fino a 6 ore) in cui da solo, o insieme ad altri Trainer (i co-Trainer) si trattano diverse tematiche utili a fornire competente in ambito associativo, ma soprattutto personale, ai partecipanti al Training (chiamati in gergo Trainees).
Paolo: Un trainer è uno studente che, dopo essersi appositamente formato, è in grado di trattare, diffondere e gestire determinati argomenti su cui si prepara e che poi affronta in determinati incontri, i training per lo appunto, a cui partecipa un gruppo limitato di persone direttamente proporzionale al numero di trainer che tengono la sessione.
Il suo compito va dal moderatore fra le varie opinioni, allo stimolatore di idee e interazione, al compito più “accademico” di approfondire attraverso delle nozioni il tema della sessione di training.
Giacomo: Un Trainer e’ una persona formata con uno spirito e delle tecniche (oltre che con alcune conoscenze di base) che lo dovrebbero rendere in grado di offrire formazione e educazione ad altre persone. Questo puo’ avvenire tramite la preparazione di una buona lezione frontale come anche con giochi interattivi. A tutti gli effetti ogni strumento e’ un’arma nelle mani del trainer.

3) Tre motivi per cui un SISMico dovrebbe fare il TNT e diventare trainer?

Davide: 3 motivi per diventare Trainer? Motivi ce ne sono un centinaio credo, è difficile sceglierne i 3 principali. Credo il primo sia per divertirsi, perchè in questo evento, come in altri eventi SISM e IFMSA, la componente di motivazione personale è fondamentale, e andare ad un TNT con la mente aperta e rilassata (per tradurre l’inglese “open-minded”) è il requisito minimo. Il secondo motivo è per imparare ad essere Trainer: se vogliamo definire ciò con un sentimento, possiamo dire curiosità. Perchè tanti Soci hanno partecipato ad un Training, e colpisce sempre l’approccio di un Trainer. E infine il terzo motivo: l’amore. L’amore per l’Associazione, l’amore per la conoscenza, l’amore per vivere nuove esperienze, l’amore per conoscere nuove persone, l’amore per essere una parte di un gruppo ed essere in grado di guidarlo verso la sua massima espressione.
Paolo: Ci ho dovuto pensare un po’, perchè sono davvero tante le cose che ti portano a partecipare.
Parlando da persona che ha già fatto questa esperienza, penso che uno dei motivi (non in ordine di importanza) sia per ciò che ti dà il TNT. Questo evento ti cambia, perchè ti tocca nel profondo e ti fa riflettere su come puoi implementare i tuoi comportamenti, migliorarli al fine di un miglior impatto ed efficienza di ciò che fai, il secondo è direttamente legato a questo, ossia le novità e i nuovi modi che tl’evento ti fa sperimentare per porti nei confronti dell’associazione, di officer, assistent e in generale delle persone con cui hai a che fare. Il terzo motivo.. bè, conosci persone splendide, che sono lì con te perchp disposte a fare il tuo medesimo percorso e quindi disposte a mettersi in gioco, a cambiare e a rinnovarsi.
Giacomo: In primo luogo la formazione di Trainer ritengo sara’ nel mio futuro quanto di piu’ utile il SISM mi ha potuto dare. Non si tratta solo di tecniche e conoscenze (che comunque non sono poca cosa), ma di una forma mentis che mi trovo ad applicare in tante cose senza nemmeno accorgermene. Inoltre non in secondo luogo l’associazione giova dei trainers in un modo che ancora secondo me non e’ valorizzato al 100%! In un futuro la formazione deve essere, e sara’, al centro della discussione associativa… ed i trainers saranno parte attiva di un grande cambiamento.
Cito per ultimo, ma e’ la cosa piu’ importante, le persone che si conoscono al TNT ed al TOT sono tutte persone eccezionali e sono sicuro che nel mio futuro conservero’ sempre un ricordo ed un pensiero rivolto a loro.
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4) Perchè hai deciso di partecipare?

Davide: Ho deciso di partecipare come formatore al TNT in quanto volevo dare il mio contributo al nostro SISM e all’IFMSA per FARE questo TNT e questo TOT. Non mi bastava aver voluto l’evento in Italia insieme a Coordinatore IFMSA per l’Europa e al Coordinatore dell’OC dell’EuRegMe Vincenzo Di Nunno, non mi bastava aver definito insieme all’OC romano i dettagli dei due eventi, non mi bastava partecipare fisicamente all’evento, volevo essere lì a fornire ai partecipanti tutto ciò che potevo fornirgli: la voglia e le competenze per essere Trainer.
Paolo: *Rido* Perchè ho deciso di partecipare? Non lo so neanche io di preciso. Diciamo che era una cosa che volevo fare da più di un anno dopo aver visto sia al meeting che allo scoph meeting ciò che fa un trainer ed essermi piaciuto tanto da rendermi disponibile a coadiuvare i trainer per qualunque cosa nelle sessioni. Sì, penso sia per questo: Mi piace interagire con la gente, dare la possibilità di dire la loro ma allo stesso tempo di farli riflettere e di stringere relazioni.
Penso che questo rappresenti una delle cose che in questo anno abbiano portato la mia mente a fare l’impossibile per partecipare.
Giacomo: Per me e’ stato naturale pensare di dover completare la mia formazione (ricevuta al TNT) con questo evento. Devo ammettere che in primo luogo ho pensato freddamente che sarebbe stato utile per me personalmente (ma solo come parte della mia formazione) e per l’associazione nei prossimi anni. Ma e’ stato bello vedere come giorno dopo giorno, durante l’evento, io sia sceso sempre piu’ nell’ottica reale dell’evento ed abbia iniziato a goderne ogni singolo istante con il gruppo.

5) Cosa ti aspettavi da quest’esperienza?

Paolo: Mi aspettavo molto e ho avuto di più. Mi aspettavo sarebbe stata una istruzione più frontale, più “accademica” e meno coinvolgente e pratica. E invece ti rendi conto che è come se le nozioni fossero sempre state dentro di te e tutti gli esercizi, i giochi, gli energizeer, le riflessioni sono solo servite a far uscire qualcosa che per la gran parte era già in te. Ecco questo era quello che NON mi aspettavo.
Giacomo: Mi aspettavo di imparare molto, di esercitare le mie conoscenze e di conoscere nuove persone.
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6) Le aspettative sono state mantenute?

Davide: Rispondo alle ultime due domande. Avendo già partecipato ad un TNT, avevo già ben chiaro a cosa sarei andato incontro. Sessioni, giochi, nozioni e discussioni ma anche risate, emozioni, introspezioni. Tutto già vissuto, insomma.
Preparare il TNT è un’emozione forte come parteciparci, anche se è diversa. Perchè l’aver pianificato ogni singolo passaggio dell’evento insieme agli altri co-Trainer, l’aver scelto la strada da percorrere assieme al gruppo e l’essere lì a vedere il cambiamento realizzarsi nei singoli partecipanti ha reso quest’esperienza unica nel suo genere.
E poi ogni TNT è uguale ma diverso dal precedente. Perchè cambiano i co-Trainer, che qui sono stati eccellenti nel loro lavoro, e i partecipanti, che sono stati ancora più incredibili. Io credo che i Trainer, proprio perchè imparano a conoscersi nel profondo per poter conoscere gli altri, riescano a creare questa strana “magia” che li porta a percepire e capire gli altri, e questa abilità lascia un profondo senso di felicità per la sensazione di aver accolto e di essere stati accolti dagli altri.
Paolo: Come ho già accennato, no le aspettative non sono state mantenute… e per fortuna aggiungerei! Fare delle “lezioni” sarebbe stato molto più noioso e meno coinvolgente, meno empatico. Le aspettative sono state più che superate come contenuti, ma come modi di fare mi aspettavo (stupidamente) qualcosa di molto più statico!
Giacomo: Se devo essere sincero le aspettative non sono state mantenute! Pensavo che avrei imparato molte piu’ nozioni e tecniche e che avrei avuto una formazione molto piu’ simile a quella del TNT, invece mi sono trovato ad essere responsabilizzato delle mie attivita’ e del mio tempo. L’ottica era che io ero in grado di decidere come gestire i compiti che mi erano assegnati (pur ovviamente dovendoli realizzare), e cosi’ e’ stato.
Ho detto prima che le aspettative non sono state realizzate… ma posso anche aggiungere che la realta’ ha superato le aspettative! In meglio!

7) Qual è stato l’episodio che ti ha colpito di più?

Davide: L’episodio che mi ha colpito di più è stato tutto il TNT. Avendo già preso parte ad un TNT conoscevo già gli aspetti più belli ed interessanti dell’evento. Tuttavia, mi sono reso conto giorno dopo giorno che la passione, la profondità, la sincerità di quei ragazzi superava di gran lunga le mie più rosee previsioni. Io sono rimasto stupito dal clima che si è creato, e se proprio devo trovare un episodio per descrivere ciò mi viene in mente la fine del gioco di Team Building tenuto dalla mia co-Trainer Ellie. Io ero fuori dal gruppo che osservavo la scena, e vedere la naturalezza, la determinazione del gruppo nel mettersi d’accordo per raggiungere l’obiettivo (scavalcare alcune sedie disposte sul pavimento senza toccarle nè aggirarle), sfociando a fine esercizio in un fragoroso applauso e un bellissimo abbraccio di gruppo, ha suscitato in me un senso di orgoglio e di tenerezza senza precedenti. Indimenticabile!
Paolo: Domanda difficile. Perchè penso ci siano due momenti che mi hanno colpito, ma non per il momento in sè ma perchè rappresentavano il raggiungimento di ogni singolo momento vissuto nell’intero TNT. Un momento è stato un esercizio di teambuilding in cui c’era da superare un ostacolo e bisognava farlo come una squadra. Non è l’esercizio in sè che mi ha colpito, ma il senso di benessere, di appartenenza a qualcosa, come ad una famiglia, che ho sentito inaspettatamente in me e che ho visto negli altri nel momento in cui si è riuscito a superare l’esercizio (dopo non pochi tentativi).
L’altro momento è stato la sessione finale: Occhi chiusi, la voce accogliente della trainer Tanya, il ripercorrere quei 3/4 giorni ma che erano sembrati una vita e pochi istanti allo stesso tempo, il sentire che qualcosa era cambiato, il sapere che porterò dentro di me qualcosa di ognuno degli altri, vedere le lacrimedi altri scorrere e ritrovarsi in quei sentimenti… Bè.. credo che non ci siano parole per descrivere.
Giacomo: Durante l’evento ho avuto modo di lavorare con molte persone diverse da me e tutte uniche e speciali. Se mi chiedete di citare un momento che portero’ sempre con me allora si tratta della valutazione finale nella quale il gruppo ha mostrato quanto unito fosse diventato e nella quale siamo tutti cresciuti assieme attarverso i giudizi e le sensazioni degli altri. Tuttavia, non me ne vorranno i lettori, di questo non parlero’ piu’ esplicitamente essendo stato un momento di riflessione intima tra i partecipanti.

8) Qualche aneddoto da raccontare?

Davide: Aneddoti? No, nessuno credo. L’intero TNT è un aneddoto. Anche qui tuttavia un episodio mi torna alla mente. Durante un gioco nella sessione moderata da me e altri Trainer del TOT sulla Creatività è uscita fuori la frase “scusate ragazzi, ho commesso un errore”. La mia co-Trainer Marta, una Trainer esperta che ben conosce il significato di “formazione”, ha prontamente replicato: “Non ci sono errori, ma solo esperienze”. Credo che questo incarni in pieno lo spirito di una pedagogia al servizio del fruitore. Perchè se vogliamo imparare, dobbiamo per forza fare esperienza.
Paolo: Aneddoti?! Ma ogni esercizio, ogni gioco avrebbe un aneddoto da raccontare! Dal mio addormentarmi in sessione dopo aver fatto il figo e non aver dormito per tutta la notte (e non solo io), ai folli enrgizers che ci proponevano, alle incursioni matte e serie degli old trainer e dei ragazi dell’europet. No, il TNT è una raccolta di aneddoti, non si possono estrapolare.
Giacomo: Forse e’ arrivato il momento che io parli anche un po’ dell’OC che ha reso possibile questo evento: un gruppo di persone straordinario ed eccezionale che ringrazio ancora dal profondo del cuore. Ho cercato di stare con loro ogni volta che ho potuto perche’ sentivo il bisogno di essere anche io parte di questi Italiani che stavano offrendo la loro ospitalita’ all’IFMSA. Aneddoti divertenti sul loro conto ce ne sono svariati, dalle pizze fatte tra le risate ed il caos della cucina, alla ultima notte insonne passata a parlare di IFMSA e SISM e dopo la quale io che dovevo galvanizzare ero il piu’ eccitato!
Insomma grazie di tutto ragazzi!

9) Cosa ti aspetta nel tuo futuro di Trainer?

Davide: Credo che la mia carriera come Socio del SISM sia sul punto di finire per “sopraggiunti limiti di età”. Tuttavia, come Trainer, spero di poter ancora essere utile a quella Associazione che mi ha dato tanto e che merita tanto. Lascio però questo SISM con molti più Trainer e molta più competenza di quando ho iniziato, e soprattutto lascio questo SISM non come semplice utilizzatore di Trainer, ma come partner IFMSA con piena capacità di fornire Training di alto livello sia localmente che globalmente.
Keep Training, Keep Rocking!
Paolo: (sorride) Intanto devo ancora ufficialmente essere abilitato a Trainer! Qualora lo diventassi, non so bene cosa mi aspetta. Non ci scordiamo che siamo studenti di medicina, che personalmente ho anche una vita piuttosto attiva dentro il SISM e che quindi gli impegni non mancano mai.
Però una cosa spero mi aspetti, la lavorazione e la condivisione di training che maggari non sempre saranno di mio interesse personale ma in cui spero di mettere il massimo di me stesso in onore di quella foga e di quella voglia di interagire che mi ha portato fin dove sono, sia quindi a partecipare al TNT, sia a cercare di fare qualcosa che possa essere utile agli altri.
Never Give Up, Always SISM Up!
Giacomo: Essendo anche un membro del CN non posso non vedere il mio immediato futuro in chiave di questa carica. Ritengo che aver terminato la mia formazione (ma non la mia crescita) da Trainer mi aiutera’ molto nell’offrire all’associazione quello che gia’ da tempo progetto di fare.
In un futuro piu’ remoto invece devo ammettere che e’ difficile vedere! Sicuramente saro’, come sono sempre stato, a completa disposizione e spero che la mia esperienza e le mie capacita’ possano aiutare ogni volta che ce ne sara’ l’opportunita’ ed il bisogno.
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