DPTM – Disturbo Post Traumatico da Meeting

images (3)Sindrome clinica composta da segni e sintomi evidenti, tangibili e riproducibili solo una volta all’anno, nel periodo primaverile, con un picco di insorgenza nelle settimane che seguono il Meeting del SISM.
Il quadro sintomatologico comprende tachicardia, dispnea, epatosplenomegalia, ipovitaminosi, eritema, deprivazione di sonno, depressione, occhio languido, atarassia, anedonia, abulia, confusione mentale, cirrosi epatica, demenza, ipomania, mania, ipermania, ADHD.
Il DPTM è una patologia professionale, colpisce a vario titolo una vasta percentuale della popolazione SISMica: sono ormai 16 anni che raccogliamo cartelle cliniche di questi pazienti.
La terapia è ancora sperimentale: i medici per ora consigliano estremo riposo oppure eccessivo forsennato studio matto e disperatissimo. Tuttavia, da che mondo è mondo, il mal comune è mezzo gaudio, e sapere che per lo meno un 90% delle persone che con voi erano all’evento sono tuttora in questa complessa condizione psico-fisica può recare ristoro e sollievo.
Ma quale meccanismo si cela dietro questa cascata di sintomi? Dietro quei sorrisoni che diventano improvvisamente musi lunghi, dietro quella forsennata alternanza di euforia e depressione?

Qual è l’eziopatologia di questo disturbo?

Molte menti illustri del nostro tempo stanno ancora discutendo in proposito; noi siamo qui umilmente per dare il nostro apporto, approcciando il problema in modo empirico. Noi lì, al Meeting, ci siamo stati. E’ lì che la causa è diventata effetto, è lì che ci siamo scambiati così tanto da non saper più ben definire noi stessi appena tornati a casa.

Cosa è accaduto a Palermo, cosa è così difficile da spiegare per chi non c’è stato?

Abbiamo visto convergere in Sicilia persone da tutta Italia: conoscersi, ritrovarsi, ma soprattutto trovarsi. Incredibili gli sguardi di due persone che si incontrano, dopo essersi scambiate mail per un anno; “Sei TU?”, e a seguire gli abbracci.

Abbiamo visto SISMici arrivare puntuali ogni mattina alle 8.15 ad iniziare la loro sessione, non importa quanto la notte precedente sia stata segnata da infinite danze, bevute folli e amore dilagante. Loro arrivavano, portando al collo orgogliosi il badge, impazienti di confrontarsi con gli altri.

Abbiamo visto plenary durare fino all’una di notte, abbiamo visto coffee break diventare prolungamenti delle discussioni di area, abbiamo visto nascere in President Session non a caso tormentoni come: “Dimmi di più, sono sinceramente interessato!”

Abbiamo visto le aree lavorare insieme, abbiamo visto all’opera la Task Force Abbracci, abbiamo conosciuto Mary Claire, la nostra deliziosa ospite germanica della UAEM (Universities Allied for Essential Medicines), che ha riassunto in poche parole l’atmosfera palermitana dicendo: “Mi sono sentita accolta come a casa”.

Qual è dunque il nodo conduttore? Non c’è dubbio. E’ l’Amore SISMico.

Di amori ce ne sono tanti, ma questo è davvero particolare. E’ energia, è carburante, è adrenalina. Ti fa rimanere sveglio anche con sole due ore di sonno alle spalle, ti convince a comunicare usando ogni parte del tuo corpo, ti spinge a parlare con più persone possibili, ti fa mettere in gioco nei contesti più impensati ed imbarazzanti; è la carica che ti fa scegliere tre ore di training rispetto a tre ore di mare. E’ la voglia di confrontarsi, in solo quei quattro giorni, con chi fa le tue stesse attività dall’altra parte d’Italia durante l’anno, ma soprattutto la voglia di scoprire chi fa cose completamente diverse. E tutto questo come è possibile? E’ possibile perché si crea un contesto sociale protetto, sicuro, dove si ritrovano quegli studenti di medicina che vogliono di più per la loro formazione, a 360°. Che hanno obiettivi condivisi.

Questo potrà sembrare autoreferenziale e ghettizzante, qualcuno potrebbe quasi dall’esterno pensare ad una specie di setta. Ma questo Amore SISMico è la nostra forza più grande.
E poi, si torna a casa. Qualcuno ha scritto, ormai abituato alle regole delle plenary: “Stamattina mia madre mi ha chiesto ‘Come stai?’, e io per rispondere ho alzato la mano”.
Tornare a casa è come essere catapultati in un nuovo-vecchio metamondo, una Narnia fredda e gelida dove non ci si può abbracciare al grido “Ammaccabanane”, dove se applaudi con il Linguaggio Italiano dei Segni nessuno capisce cosa tu stia facendo. Si ricambia contesto sociale, non trovi nessuno con cui parlare per due ore di conflitto d’interessi e case farmaceutiche, non trovi su due piedi duecento persone che scrivono sulle loro magliette “La mafia è una montagna di merda”; un contesto dove tutto ciò che è mio è difficile da trasmettere agli altri.
Ed eccolo lì, lo vedete anche voi? Il DPTM.
C’è speranza però: si può guarire.
Col tempo.
Ed è anche possibile abbreviare queste tempistiche: il segreto è iniziare a trasmettere questa vagonata di Amore SISMico accumulato, che pesa sul petto, a chi abbiamo intorno, scovando chi ha i nostri stessi obiettivi, la nostra stessa Vision, che è un po’ il sole che fa crescere il nostro alberello SISMico.

Post Meeting, ci è stato detto: “Vedendovi, la prima parola che mi viene in mente è Polvere da Sparo, questi ragazzi faranno esplodere il mondo. Riflettendoci però, non sono un tipo guerrafondaio, perciò mi correggo: Lievito è la parola giusta. Vi mescolate a tutta questa farina e la fate crescere, dandole volume e forma”.

Rincuorati? Fatecelo sapere. Diteci di più, siamo sinceramente interessati!