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RIFORMA DELLE SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE: COSA STA CAMBIANDO?

Premessa

Le modalità di accesso alle scuole di specializzazione sono state definite, negli ultimi 8 anni, dal Decreto Minis- teriale 172/2006 licenziato dall’allora Ministro Letizia Moratti. Tale Decreto Ministeriale rappresenta il regolamento attuativo del Decreto Legislativo 368/99, Articolo 36.
Nel corso degli anni il Decreto Ministe- riale è stato oggetto di molteplici crit- iche, evidenziate da diversi gruppi di studenti, formatisi spontaneamente, sia a livello nazionale che locale.
Tra queste, le più frequentemente por- tate all’attenzione sono le seguenti:

1) L’attuale modello ripartito in due prove d’esame, una teorica e una pratica, presenta un elevato livello di discrezionalità. I quesiti della prima prova vengono estrapolati da un bacino di domande note e consultabili, pertanto la totalità dei candidati totalizza il massimo del punteggio dopo essersi adeguatamente preparata.
La seconda prova consiste spesso nella discussione di un caso clinico in modalità scritta sotto forma di domande aperte. Quest’ultimo test è l’unico realmente determinante per il punteggio finale, e soffre di gravi limiti di obiettività, validità, imparzialità ed uniformità e può prestarsi ad interventi propensi a favorire o penalizzare determinati candidati o comunque ad inficiare l’effettiva correttezza del concorso.

2) Nella valutazione del curriculum universitario sussiste un elevato potere discrezionale della commissione giudicatrice, non essendo stati individuati dei criteri uniformi e standardizzati tra le diverse sedi ai quali attenersi nell’ attribuzione del punteggio relativo alla tesi di laurea, alle Attività Didattiche Elettive (ADE) e alle pubblicazioni presentate.

3) Il modello concorsuale vigente osteggia la possibilità di proseguire il percorso formativo di specializzazione presso una sede diversa dall’Ateneo di provenienza venendo così a penalizzare la possibilità, pur esistente sul piano teorico, di poter continuare il proprio percorso formativo altrove.
Tali criticità sollevate sono state in più occasioni ritenute significative in relazione al Decreto Legislativo 368/99, che delega al MIUR, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, la disciplina delle modalità concorsuali per l’accesso alle Scuole di Specializzazione medica, e rimarca all’articolo 36 la necessità di dover specificare “parametri oggettivi” nella valutazione tanto delle prove concorsuali, tanto dei titoli.
Alla luce di queste premesse,  la richiesta più volte presentata, ed in seguito diventata realtà, è stata quella di cambiare le modalità concorsuali attraverso un Decreto Ministeriale, che sostituisca il 172/2006.
In questo modo si potranno modificare la tipologia delle prove e il tipo di voci curriculari da prendere in esame, purché vengano rispettati i principi fissati dal Decreto Legislativo 368/99 all’articolo 36.

Il nuovo concorso

Per la prima volta, quest’anno, la graduatoria di accesso per le scuole di specializzazione sarà nazionale ma il concorso dovrà comunque svolgersi per singola tipologia di scuola e dinanzi ad una commissione locale, similmente a quanto avviene per l’ammissione al primo anno in Medicina.
Alle Scuole si accede sempre con un concorso annuale e sempre in accordo al Decreto Legislativo 17 Agosto 1999, N.368. Il bando di concorso per l’anno accademico 2013/2014 sarà emanato entro il mese di Luglio. Le prove d’esame si svolgeranno a ottobre, come annunciato dal Ministro Stefania Giannini. Dal 2015 il bando verrà emanato entro il 28 febbraio e la prova d’esame si svolgerà non prima di sessanta giorni dopo la sua uscita.

Il bando indicherà i posti disponibili per ciascuna Scuola, i temi che saranno oggetto dei quiz, gli esami fondamentali, caratterizzanti e specifici di cui si terrà conto nella valutazione dei titoli, i criteri di assegnazione del punteggio, il calendario, la durata, le modalità di svolgimento e correzione delle prove d’esame.

Al concorso possono partecipare i laureati in medicina e chirurgia in data anteriore al termine di scadenza fissato dal bando per la presentazione delle domande di partecipazione al concorso, con obbligo di superare l’esame di Stato entro il terminefissato per l’inizio delle attività didattiche delle scuole.

La graduatoria

Da quanto emerso dal comunicato stampa del MIUR del 17 Aprile 2014, ciascun candidato, al momento della domanda di accesso, potrà scegliere complessivamente finora quattro Scuole, anche appartenenti ad Aree diverse (Medica, Chirurgica, ServiziClinici).

Le domande di partecipazione alla selezione si potranno fare solo per via telematica. Per la prima volta, si potrà concorrere per tutte le sedi italiane.

In base alle notizie trapelate ad ora, prima dello lo svolgimento delle prove, i candidati telematicamente esprimeranno le preferenze per le sedi ritenute opportune per ciascuna Scuola di Specializzazione per cui si è concorso.

Di conseguenza, la graduatoria potrà:

– includere tutte le sedi per ogni scuola di specializzazione;

– comprendere solo le sedi scelte disposte in ordine di preferenza.

Il candidato potrà accettare o rifiutare.

Se verrà assegnato alla sua prima scelta (preferenza espressa), si potrà successivamente immatricolare.

Se non verrà assegnato alla sua prima scelta, verrà automaticamente assegnato ad un’altra sede tra le sue preferite in cui si sia liberato un posto.

La novità è che il candidato, qualora non dovesse rientrare in una delle sedi prescelte, potrà comunque specializzarsi in un’altra sede.

Sul Bando saranno rese note le sedi e la sede della seconda prova potrà essere anche diversa dalla prima.

La commissione giudicatrice

La vigilanza in ogni sede sarà garantita da una delegazione della commissione nazionale giudicatrice, formata da un Direttore di Suola scelto dal Ministero e un Professore di prima fascia per ogni Settore Scientifico Disciplinare (SSD) estratto a sorte.

Inoltre ci sarà altro personale di vigilanza.

La prova d’esame

In base a quanto riportato dal Comunicato Stampa del MIUR del 17 Aprile, la prova scritta sarà telematica, i candidati dovranno rispondere a 110 quesiti a risposta multipla.

La prova sarà suddivisa in due parti. La prima, comune a tutte le Scuole, prevede 70 domande su argomenti caratterizzanti il corso di laurea di Medicina e Chirurgia. La seconda parte prevede 40 quesiti che serviranno a valutare i candidati rispetto a scenari predefiniti di dati clinici, diagnostici e analitici: di questi 30 saranno comuni a tutte le Scuole inserite in una stessa Area e 10 specifici per ciascuna Scuola. I 10 quesiti specifici avranno un peso maggiore in fase di correzione: ogni risposta esatta varrà 2 punti anziché 1 e ogni risposta errata -0,60 anziché -0,30.

I quesiti saranno preparati, così come avviene per il Progress Test e il Test di Ingresso a Medicina, da esperti in materia esterni all’ambiente universitario.

Ogni domanda avrà 4 opzioni, di cui solo una corretta.

Rispondendo correttamente a tutte le domande si potrà ottenere un punteggio massimo di 120 punti.

Valutazione curriculum

In base a quanto riportato dal Comunicato Stampa del MIUR del 17 Aprile, il punteggio del curriculum varrà 15 punti, che sommati ai 120 totalizzabili attraverso il test daranno un punteggio totale massimo di 125 punti.

I 15 punti relativi al curriculum verranno attribuiti secondo criteri oggettivi e suddivisi nel seguente modo:

– fino a 5 punti per la media aritmetica dei voti degli esami sostenuti nel corso di studi;

– fino a 5 punti per i voti degli esami attinenti alla Scuola di Specializzazione prescelta o per i voti degli esami fondamentali del corso di laurea;

– 2 punti per il voto di laurea;

– 2 punti per chi ha frequentato un Dottorato di Ricerca in un SSD attinente alla Scuola di Specializzazione prescelta;

– 1 punto per l’attinenza della Tesi alla Scuola di Specializzazione prescelta.

I punteggi per gli ultimi due parametri, l’attinenza della tesi ed il dottorato, non saranno calcolati a chi ha già il titolo di specialista o ha usufruito della borsa di specializzazione per almeno un anno.

Per quanto concerne il calcolo dei singoli parametri, non sono state fornite al momento chiarificazioni, per cui dovrebbero rimanere in vigore le modalità previste dalle indiscrezioni non ufficiali ma trapelate da più sedi sul Web.

Diverse fonti hanno confermato la loro probabile veridicità, ma è verosimile che i punti presentati possano subire diverse modifiche.

Nello specifico:

a) Media aritmetica degli esami

I 5 punti massimi saranno ripartiti in cinque fasce.
Il 30 e lode dovrebbe valere come 30.

– Media > 29,5: 5 punti;

– Media > 29: 4 punti;

– Media > 28,5: 3 punti;

– Media > 28: 2 punti;

– Media >27,5: 1 punto.

b) Esami attinenti

Durante la prima riunione della Commissione Nazionale nominata dal Ministero verranno decisi i 5 esami fondamentali del Corso di Laurea o attinenti alla Scuola di Specializzazione scelta. La valutazione potrà essere effettuata attraverso i SSD, in quanto la denominazione delle materie d’esame può essere diversa nelle varie università.

Il punteggio attribuito a questi esami fondamentali sarà così attribuito:

– 1 punto per ogni 30 o 30 e lode;

– 0,7 punti per ogni 29;

– 0,5 punti per ogni 28;

– 0,2 punti per ogni 27.

c) voto di laurea

I 2 punti massimi ottenibili saranno ripartiti nel seguente modo:

– Voto 110 e lode: 2 punti;

– Voto 110: 1,5 punti;

– Voto 108-109: 1 punto;

– Voto 105-107: 0,5 punti.

d) Dottorato

Saranno dati 2 punti a chi ha terminato un Dottorato di Ricerca attinente alla scuola di specializzazione prescelta e l’attinenza sarà valutata attraverso il SSD.

e) Attinenza Tesi

Sarà attribuito 1 punto solo per le tesi sperimentali attinenti alla scuola di specializzazione prescelta. La tesi dovrà riportare il settore scientifico disciplinare a cui appartiene, quindi il punto sarà attribuito automaticamente e non in maniera discrezionale.

Non sarà attribuito nessun punto alle tesi compilative.

Attività didattiche elettive ed eventuali pubblicazioni non avranno più peso per l’attribuzione del punteggio.

E ora?

L’attesa ora è quindi tutta volta all’uscita del Decreto Ministeriale, che dopo gli ultimi aggiustamenti è stato inviato in Consiglio di Stato e che presumibilmente verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale per fine giugno/inizio luglio.

Per il Bando bisognerà aspettare al massimo fino al 31 luglio. Solo allora conosceremo esattamente le modalità di svolgimento del concorso e potremmo avviare una riflessione esaustiva sulla sua validità, nonostante si possa già affermare che notevoli passi in avanti sono stati fatti rispetto alle precedenti modalità concorsuali.

Il MIUR ha comunicato, inoltre, che sta lavorando al riassetto della durata delle Scuole di Specializzazione e che a breve aprirà un tavolo di discussione con le parti in gioco coinvolte.

La questione urgente e cruciale per il futuro di migliaia di laureati e studenti in medicina, nonché di tutto il Sistema Sanitario Italiano, rimane, però, l’aumento dei posti per le Scuole di Specializzazione.

Qualsiasi concorso, anche perfetto, risulta difatti insufficiente a fronte di un’assenza totale di programmazione della formazione medica e specialistica nel nostro Paese.

di Stefano Guicciardi e Verena Zerbato “Small Working Group (In)formazione Continua”