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TUTTO QUELLO CHE VOLEVATE SAPERE SUL NUMERO CHIUSO

Da quanto esiste il numero chiuso a Medicina?download

L’introduzione del numero chiuso a Medicina risale al 1997, quando l’allora Ministro
dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Ortensio Zecchino, istituì con un decreto ministeriale il numero chiuso nazionale.

Già alla fine degli anni Ottanta, però, molti atenei iniziarono a limitare l’accesso ad alcune facoltà, mediante decreto rettorale.

Ai decreti, rettorali e ministeriali, seguirono numerosi ricorsi per incostituzionalità (con riferimenti agli articoli 3, 33, 34 e 97 [1]), poi accolti, ai TAR (Tribunali Amministrativi Regionali).

A un anno dalla sua introduzione, però, il numero chiuso trovò legittimazione mediante una sentenza della Corte Costituzionale (n. 383 del 27 novembre del 1998 [2]).

La sentenza chiariva in primis che “i criteri di accesso all’università, e dunque anche la previsione del numerus clausus, non possono legittimamente risalire ad altre fonti, diverse da quella legislativa”.

Inoltre sottolineava che “l’intera materia necessita di un’organica sistemazione legislativa, finora sempre mancata: una sistemazione chiara che, da un lato, prevenga l’incertezza presso i potenziali iscritti interessati e il contenzioso che ne può derivare e nella quale, dall’altro, trovino posto tutti gli elementi che, secondo la Costituzione, devono concorrere a formare l’ordinamento universitario”.

Si rinviava, infatti, nella stessa sentenza, a norme comunitarie, essendo il quadro legislativo nazionale poco chiaro.

Fu così che nel 1999, sempre sotto il Ministro Zecchino, fu promulgata la legge n. 264/1999 [3] intitolata “Norme in materia di accessi ai corsi universitari”, che definì non solo la programmazione a livello nazionale per Medicina e Chirurgia, Medicina Veterinaria, Odontoiatria e protesi dentaria e Architettura, ma anche la possibilità di programmare il numero degli iscritti a livello locale valutando attentamente alcuni parametri quali posti nelle aule, attrezzature e laboratori scientifici, personale docente e tecnico.

In che cosa consiste la prova d’esame e come si è evoluta nel corso degli anni?

Ad oggi (quindi secondo le modalità di accesso stabilite per l’anno accademico 2014/2015 [4]) il test per l’accesso a Medicina consiste in un’unica prova d’esame che si svolge nella stessa data e nella stessa ora in tutte le Facoltà di Medicina italiane. Quest’anno, per la prima volta, la prova si è svolta nel mese di aprile, più precisamente in data 8 aprile 2014.

La prova prevede un numero di 60 quesiti a risposta multipla.

Per la valutazione della prova sono attribuiti al massimo 90 punti e si tiene conto dei seguenti criteri:

  • 1,5 punti per ogni risposta esatta;
  • Meno 0,4 punti per ogni risposta sbagliata;
  • 0 punti per ogni risposta non data;

Ogni domanda ha cinque opzioni, di cui solo una corretta. Sulla base di un programma che viene fornito assieme al Bando di concorso vengono predisposti: 4 quesiti per l’argomento di cultura generale, 23 di ragionamento logico, 15 di biologia, 10 di chimica e otto 8 di Fisica e Matematica.

Per lo svolgimento della prova è assegnato un tempo di 100 minuti.

Negli anni la prova è cambiata di anno in anno solo per quanto riguarda la proporzione delle diverse materie ma non è mai stata cambiata la modalità di somministrazione mediante quesiti a risposta multipla.

Il tempo a disposizione negli ultimi due anni è aumentato di 20 minuti in proporzione all’aumento del numero di quesiti di logica e ragionamento.

Il test per l’ammissione all’Anno Accademico 1997/1998 aveva 20 quesiti di biologia, 20 di chimica, 20 di logica e ragionamento, 15 di fisica e 15 di matematica.

Per l’Anno Accademico 2001/2002 il test aveva invece 26 quesiti di logica e cultura generale, 18 di biologia, 18 di chimica, 18 di matematica e fisica.

I quesiti di logica e cultura generale aumentarono ancora, fino ad arrivare a 33, con il test per l’Anno Accademico 2006/2007, test che aveva anche 21 quesiti di biologia, 13 di chimica e 13 di matematica e fisica.

Il test per l’Anno 2009/2010 aveva, invece, ben 40 quesiti di cultura generale e logica, 18 di biologia, 11 di chimica e 11 di matematica e fisica.

Dall’Anno Accademico 2011/2012 [5] è stata introdotta anche una soglia minima per l’ammissione, relativa ai candidati comunitari, di 20 punti.

Da quando è stata introdotta la Graduatoria Nazionale e perché?

Fino all’Anno Accademico 2010/2011 il concorso per tentare l’ammissione alla Facoltà di Medicina e Chirurgia era locale.

Ciascun candidato, poteva infatti svolgere il test presso una sola sede universitaria e concorrere all’ammissione presso quell’unica sede.

Un passo avanti verso il superamento del concorso locale è stato compiuto nell’anno accademico 2011-2012  con l’introduzione, in via sperimentale, delle Graduatorie per “Sedi aggregate”.

Il candidato aveva la possibilità di concorrere per una sola “aggregazione” e per tutte le Sedi previste in essa.

Doveva indicare a sede universitaria in ordine di preferenza di assegnazione e la sua disponibilità a trasferirsi su una scelta migliore qualora si fossero resi disponibili dei posti [6].

Nell’Anno 2013/2014 è stata introdotta, invece, la Graduatoria Nazionale, con il Decreto Ministeriale 12 giugno 2013 n. 449 [7] firmato dal Ministro Maria Chiara Carrozza.

Secondo il Decreto “la sede in cui si effettua la prova è ritenuta la prima preferenza di assegnazione”. Vi è però la possibilità di indicare una o più seconde scelte, tenendo conto che l’ordine non deve essere casuale in quanto verrà utilizzato per assegnare i posti disponibili nei vari atenei pubblici.

Infatti una volta stilata la graduatoria nazionale i posti vengono assegnati in base alle preferenze indicate dai candidati, fino all’esaurimento dei posti disponibili.

Ciò che sta dietro l’introduzione della Graduatoria Nazionale è la volontà di rendere maggiormente meritocratico l’accesso a Medicina.

Con il concorso locale accadeva che alcuni candidati rimanessero esclusi in una sede con un punteggio che gli avrebbe, invece, garantito un posto in un’altra sede in cui la soglia per l’ingresso era minore.

Sempre per lo stesso anno accademico era stato introdotto, e poi cancellato con il Decreto Legge [8] intitolato Misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca il giorno stesso della prova, il cosiddetto “Bonus Maturità”.

Vi era cioè la possibilità di sommare al punteggio del test (massimo 90 punti) un totale di 10 punti attribuiti in base al voto dell’Esame di Maturità.

Questo “Bonus” poteva essere attribuito esclusivamente ai candidati che avevano ottenuto un voto all’esame di stato almeno pari a 80/100 e il cui voto  non fosse inferiore all’ottantesimo percentile della distribuzione dei voti della propria commissione d’esame nell’anno scolastico 2012/13 secondo delle fasce di punteggio stabilite dal Decreto Ministeriale 12 giugno 2013 n. 449.

Quante persone entrano a Medicina rispetto a chi fa il test e come è cambiata nel tempo l’affluenza al test nonché la soglia per accedere a Medicina?

Nel corso degli anni i posti disponibili per il Corso di Laurea in Medicina sono aumentati.

Basti pensare che, relativamente ai posti per gli studenti comunitari, si è passati da un numero di 7106 per l’anno accademico 2000/2001 ai 10157 posti del 2013/2014.

Per l’anno 2014/2015 i posti messi a disposizione dal Ministero sono stati 9983.

Anche l’affluenza al test negli anni è aumentata: nell’Anno Accademico 2004/2005 hanno sostenuto la prova 33.657 candidati.

Nell’Anno Accademico 2013/2014 si sono, invece, presentati ben 69.073 studenti.

Anche al test di quest’anno gli iscritti sono stati numerosi, ben 69.603.

L’aumentata affluenza e l’aumentata preparazione dei candidati ha contribuito non poco ad aumentare la soglia per accedere al corso in Medicina.

Fino all’introduzione della Graduatoria Nazionale, inoltre, le soglie minime di accesso erano molto diverse nelle varie città italiane: nell’Anno Accademico 2011/2012, ultima edizione del test completamente “locale” a Messina si aveva accesso con 40,25 punti mentre amMilano con 49 punti.

Con l’introduzione della Graduatoria Nazionale si è avuta di pari passo un cambiamento nella natura e nella quantità dei quesiti cosicché la soglia si è ulteriormente abbassata.

L’anno scorso l’ultimo studente che ha avuto accesso ha totalizzato 38,20 punti, dopo l’ultimo scorrimento di graduatoria avvenuto a marzo di quest’anno [9].

Quali sono i cambiamenti in atto relativi al numero chiuso?1892882_d549bd6d

Il numero chiuso a Medicina è sempre stato un argomento sulla cresta dell’onda, non solo a ridosso della data del test.

Anche quest’anno le polemiche correlate all’accesso programmato non si sono fatte attendere.

È del 10 marzo 2014 [10] un’ordinanza cautelare (la n. 1096/2014) del TAR del Lazio, Sezione III bis, che ha fatto molto discutere.

Tale ordinanza sancisce che il TAR “laddove non si consente l’ammissione in sovrannumero nei posti resisi disponibili a seguito di rinunce e scorrimenti, ha  ammesso con riserva alla immatricolazione in sovrannumero ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia e Odontoiatria e protesi dentaria i ricorrenti per i quali il punteggio determinato dall’aggiunta del bonus maturità consenta loro di superare l’ultimo classificato nell’Università prescelta in prima o nelle altre opzioni”.

Ricorsi sono previsti anche quest’anno, come preannunciato dal Codacons, in data 9 aprile 2014 [11].

Le motivazioni addotte a queste campagne pro-ricorso sono legate alla questione dell’incostituzionalità del test e, per la prima volta quest’anno, anche alla calendarizzazione svantaggiosa per gli studenti delle superiori del test, intenti ad aprile ancora a prepararsi per l’esame di maturità.

La questione dell’accesso a Medicina è tornata alla ribalta il 17 aprile 2014 [12] anche per una sentenza del Consiglio di Stato (sentenza n. 01722 del 10 aprile 2014) che stabilisce l’impossibilità di iscriversi, per uno studente che proviene da un’università straniera, ad un corso di laurea a numero chiuso di un ateneo italiano a meno di superamento del test di ammissione previsto per il corso stesso.

Con questa sentenza il Consiglio di Stato ribadisce che l’ordinamento comunitario “garantisce, infatti, a talune condizioni, il riconoscimento dei soli titoli di studio e professionali, ma non anche delle mere procedure di ammissione, né dispone la libera iscrizione a facoltà universitarie dopo l’iscrizione presso un’università di uno degli Stati membri”.

Inoltre, si legge nella stessa sentenza, ammettendo senza test tutti gli studenti immatricolati presso un ateneo straniero, verrebbero fortemente compromessi sia l’idea di selezione che sta dietro al test, così come la programmazione dell’accesso a Medicina, già fragile e fortemente problematica.

Da anni è in atto poi una campagna per l’abolizione del numero chiuso portata avanti da associazioni di rappresentanza studentesca come l’UDU (Unioni degli Universitari), la Rete degli studenti medi e Link.

Tali associazioni sostengono che il diritto allo studio debba essere garantito a tutti e svincolato dalla programmazione del mercato del lavoro.

Secondo le stesse il numero chiuso rappresenterebbe una “copertura” degli scarsi investimenti che il nostro Paese fa sulla formazione superiore e della totale mancanza di valutazione della qualità della didattica.

Il 29 aprile 2014, il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, in un’intervista al Corriere della Sera riferisce di voler abolire il test d’ingresso a Medicina, sostituendolo con uno sbarramento al termine del primo anno, basato sugli esami sostenuti ed il profitto, introducendo così una rivisitazione del “modello francese”.

Ed è proprio il 20 maggio che il Ministro dichiara sulla pagina Facebook del suo partito che entro la fine di luglio presenterà le nuove regole per l’accesso a Medicina, confermando l’abolizione del test.

In favore del numero chiuso si sono già schierati il SIGM (Segretariato Italiano Giovani Medici), Federspecializzandi e Anaao Giovani, associazioni che hanno anche denunciato l’urgenza di riprogrammazione dell’accesso a Medicina e alle scuole di specializzazione.

Anche la FNOMCeO (Federazione Nazionale Ordini dei Medici e degli Odontoiatri) ha manifestato la sua contrarietà all’abolizione del numero chiuso. “Riteniamo che l’immissione al primo anno di Medicina di tutti quelli che vogliono intraprendere la professione, un esercito di 80mila candidati ogni anno, possa mettere in crisi le università e ridurre la possibilità di un accesso allo studio di qualità. La proposta della Giannini potrebbe distruggere la formazione che viene fatta nel primo anno”, ha affermato Maurizio Benato, Vice Presidente della FNOMCeO.

Quali sono gli scenari futuri?7386337594_0e1821fe71

La recente proposta del Ministro Giannini appare al momento poco dettagliata e difficile da attuare nel panorama universitario italiano.

Non essendo ancora stata presentata nello specifico non è possibile effettuare un’analisi puntuale ma, sulla base delle dichiarazioni rilasciate, sorgono spontanee alcune domande: con quali fondi le strutture e le facoltà di Medicina verranno ampliate per contenere tutte le matricole? Con quali criteri verranno selezionati gli studenti meritevoli alla fine del primo anno e come potranno essere garantiti
imparzialità e oggettività nei giudizi dei professori? Gli studenti che verranno esclusi dalla selezione dopo il primo anno non potranno più iscriversi a Medicina? L’anno frequentato sarà un anno perso?

Questi interrogativi dovranno trovare una risposta, per una valutazione dettagliata del nuovo modello proposto dal Ministero.

Nell’anno in cui sta avvenendo il passaggio al Concorso Nazionale per l’accesso alle Scuole di Specializzazione e in una fase critica per la formazione dello studente e del neolaureato in  Medicina molte altre sono le criticità e le situazioni ancora da sanare.

Occorre attuare una attenta programmazione a lungo termine della formazione medica e specialistica in Italia; programmazione che negli ultimi anni è stata carente e incapace di risolvere alcune importanti questioni, tra cui l’aumento prioritario del numero di posti per le scuole di specializzazione.

Anche non considerando le recenti prospettive in merito all’abolizione del test, il continuo aumento dei posti a Medicina e la continua diminuzione delle borse di studio per le scuole di specializzazione, infatti, stanno avendo e avranno delle conseguenze drammatiche non solo sul futuro di migliaia di giovani, ma soprattutto sulla qualità della formazione degli stessi e sulla sostenibilità e sul futuro del Sistema Sanitario Nazionale.

Qualsiasi modalità di selezione, anche perfetta, rischia di essere insufficiente a fronte di un’assenza totale di pianificazione della formazione dei futuri medici e specialisti italiani.

Riferimenti

[1]http://www.governo.it/rapportiparlamento/normativa/costituzione.pdf

[2]http://www.edscuola.it/archivio/norme/varie/scco383_98.html

[3]http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0098Normat/2056Norme__cf2.htm

[4]http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/universita/accesso-ai-corsi-a-numero-programmato-2014-2015

[5]http://attiministeriali.miur.it/anno-2011/giugno/dm-15062011.aspx

[6]http://attiministeriali.miur.it/media/194534/allegato_2_procedure%20ammissione_sedi%20aggregate.pdf

[7]http://attiministeriali.miur.it/anno-2013/giugno/dm-12062013.aspx

[8]http://www.gildains.it/public/documenti/2862DOC-155.pdf

[9]http://www.ammissione.it/ammissioni-2014-quale-sara-il-punteggio-minimo-per-entrare-a-medicina/

[10]http://www.doctor33.it/numero-chiuso-tar-lazio-riammette-studenti/politica-e-sanita/news–23639.html

[11]http://www.uninews24.it/italia/2530-universit%C3%A0,-codacons-ricorso-collettivo-per-i-non-ammessi-ai-test.html

[12]http://www.sanita.ilsole24ore.com/art/giurisprudenza/2014-04-17/consiglio-stato-senza-test-132609.php?uuid=AbKcp0cJ

 di Verena Zerbato e Stefano Guicciardi