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SPECIALIZZARSI ALL’ ESTERO: ISTRUZIONI PER L’ USO

Premessa

Lo Small Working Group “(In)FormAzione Continua” ha deciso, fin dall’inizio dei lavori, di analizzare le modalità di accesso alla formazione medica specialistica in altri Paesi.

Alla luce dell’importante cambiamento avvenuto quest’anno in Italia, voluto fortemente da studenti, specializzandi e dalle principali associazioni studentesche di Medicina, si è passati dai concorsi su base locale (secondo il precedente DM 172/2006) al concorso nazionale, che si svolgerà a partire dal prossimo 28 ottobre.

Il gruppo di lavoro ha precedentemente prodotto la guida “Riforma delle Scuole di Specializzazione: Cosa sta cambiando?”, per riassumere l’iter che ha portato al concorso nazionale e spiegare le nuove modalità.

Negli ultimi anni, purtroppo, il numero di posti per la formazione specialistica è diminuito, mentre aumentano le immatricolazioni.

Questo, oltre alle modalità del vecchio concorso, ha spinto molti laureati a specializzarsi altrove, ed il flusso migratorio non si arresta.

Consultando diversi siti e forum, sono state raccolte informazioni sull’accesso alle scuole di specializzazione in alcuni Stati, europei e non, per confrontare le diverse modalità di ammissione ed avere spunti di riflessioni sull’eventuale migliorabilità del nuovo concorso nazionale italiano e sull’organizzazione della formazione specialistica.

Introduzione: aumento dell’emigrazione

Ultimamente i paesi di maggior di emigrazione degli aspiranti specializzandi e giovani medici sono: Inghilterra, Svizzera e Germania, Danimarca.

Già nel 2009, infatti, circa 1.000 giovani medici hanno fatto richiesta al ministero della Salute del certificato di congruità, necessario per esercitare la professione all’estero, e il trend è in ascesa.

Dal 2009 al 2012 si è registrato un aumento di queste richieste pari al 40%. Negli ultimi quattro anni sono arrivate al Ministero della Salute circa 5.000 richieste.

Nei quattro anni analizzati le richieste di migrazione sono state in totale 4.782. Le stime effettuate dagli esperti del Ministero della Salute per il 2013 sono state l’apertura di circa 1.600 fascicoli.

Il Ministero sottolinea inoltre che nei dati globali “rientrano anche i neo laureati che pensano di frequentare una scuola di specializzazione all’estero”.

Fattori determinanti l’espatrio sono: il numero insufficiente di posti per l’accesso alle scuole di specializzazione rispetto ai laureati (considerando l’aumento delle immatricolazioni a Medicina), il blocco del turnover, un futuro cambiamento del modello organizzativo grazie alla professionalizzazione delle professioni non sanitarie e alla interdisciplinarietà delle funzioni sanitarie tramite team multiprofessionali, la riduzione del 10% dei posti di scuola di specializzazione (4500 posti invece di 5000) e la diminuzione del numero di accessi al corso specifico in medicina generale (924 –

5,8% rispetto al 2012).

Nel 2013 la Gran Bretagna è diventato il primo Paese mondiale di emigrazione per gli italiani, con 12.904 espatri ufficiali.

A livello generale, anche il 2013 ha visto crescere l’emigrazione ufficiale italiana verso l’estero:94.126 i connazionali espatriati, con un incremento del 19,2%. Nel 2013 si sono trasferiti nei Paesi europei 60.066 italiani, il 63,81% sul totale degli espatriati. La Gran Bretagna stacca tutti, seguita dalla Germania (6023 20-40enni, +17%) e dalla Svizzera (5016, +22%). Interessante notare come la Germania attiri la fascia più giovane degli emigranti (3270 i 20-30enni), mentre la Svizzera costituisca un porto di approdo per quella più matura (2667 i 30-40enni).

Per quanto riguarda la Chirurgia, in Italia nel 2010 il numero di assunti di ruolo in chirurgia generale ha coperto il 10% del fabbisogno e il 20% in quella specialistica. E si calcola che a mancare all’appello saranno circa 34.000 chirurghi nel 2024.

L’espatrio diventa una strada sempre più apprezzata fra i giovani esponenti della categoria, poiché, ad esempio, uno specializzando italiano guadagna la metà di un collega inglese.

Di seguito una sintesi delle modalità di accesso alle scuole di specializzazione dei principali Paesi europei, nord America ed Australia.

Accesso tramite CONCORSO NAZIONALE

Francia: Il concorso nazionale si chiama ECN.

Si svolge in 3 giorni. Consiste nella risoluzione di 9 casi clinici, per un totale di circa 60 quiz a risposta multipla. La prova del  terzo giorno  consiste nella scrittura di un abstract di un articolo scientifico in francese.

Spagna: Il concorso si chiama MIR.

Consiste nella risoluzione di 250 (più 10 di riserva) quiz a risposta multipla su tutta la medicina generale, sotto forma di casi clinici.

L’esame contribuisce al 75%, mentre la media degli esami per il 25% al punteggio.

In entrambi i casi, c’è una graduatoria nazionale, per cui chi si colloca ai primi posti ha la possibilità di scegliere la città e la specializzazione, chi arriva tra gli ultimi deve accontentarsi di ciò che rimane.

Accesso tramite COLLOQUIO

Belgio: La specializzazione si chiama “master complementaire”. E’ necessario inviare la documentazione e se risulta soddisfacente, si viene contattati per sostenre un colloquio.

Danimarca: C’è 1 anno di pre-specialità, a cui si accede esclusivamente tramite colloquio.

Per la specialità si accede presentando il CV e sostenendo un colloquio.

Ai corsi si accede con una nomale lettera di assunzione. Quasi tutti gli ospedali danesi infatti, mettono periodicamente a disposizione dei medici abilitati posti liberi che danno accesso alla specializzazione prescelta.

Finlandia: Prima di poter iniziare qualsiasi specializzazione, bisogna lavorare per 9 mesi in medicina del territorio, una sorta di medica generale in Italia.

Alle specializzazioni si accede contattando direttamente il primario del reparto di interesse. Si inizia frequentando per 1-2 anni piccoli ospedali, per proseguire negli ultimi anni in uno dei 5 ospedali universitari del Paese.

La durata delle specializzazioni è dai 4 ai 6 anni.

Ogni università organizza autonomamente il percorso formativo, per cui spesso c’è un unico esame al termine di tutti gli anni di specializzazione, non annuale come in Italia.

Germania: A differenza dell’Italia, la specializzazione non rientra nel percorso universitario e si possono frequentare anche strutture non universitarie.

Come per la Finlandia, occorre contattare una struttura ed il primario del reparto prescelto. La durata delle specializzazioni varia in base alla grandezza della struttura sanitaria frequentata, quindi spesso è necessario spostarsi per completare la formazione.

Irlanda: Per chi non è abilitato in Italia, è necessario frequentare l’ “Intern year” per registrarsi al Council.  Successivamente si accede al Postgraduate training, suddiviso in: Basic Specialty Training, Basic Surgical Training e General Professional Training.

Questo indirizzo dura 2-3 anni.

Per accedere è necessario registrarsi allo SHO Matching Scheme, in cui bisogna esprimere le preferenze di turnazione.

Successivamente si sostiene un colloquio e, se i requisiti sono soddisfacenti, si ricevono le offerte per email (ulteriori informazioni sono reperibili sul  sito del Royal College of Physicians of Ireland).

Norvegia: Prima della specializzazione è necessario un tirocinio post laurea di 18 mesi.

Per accedere alla specializzazione, bisogna inviare una domanda comprendente una lettera di presentazione in norvegese ed il CV.

Successivamente si sostiene un colloquio, che permette un periodo di prova ed infine la stipulazione del contratto.

Generalmente le specializzazioni durano 4 anni, di cui l’ultimo anno si frequenta in un altro reparto come tirocinio aggiuntivo. Almeno 18 mesi devono essere frequentati in un ospedale universitario.

Olanda:

Bisogna iscriversi al BIG register (l’Ordine dei Medici Olandese) per ottenere il riconoscimento della laurea e l’abilitazione.  Il KNMG è l’organo che fornisce le linee-guida nazionale e supervisiona la formazione specialistica. La durata è dai 3 ai 6 anni.

Il training viene gestito e organizzato a livello locale e regionale, in ospedali convenzionati per la formazione (universitari e non).

Non è necessario fare esami di ammissione ma bisogna passare una selezione, che di solito consta di due colloqui orali.

Svezia:

Bisogna inviare delle email ai primari dei reparti di interesse, allegando una lettera di presentazione ed il CV in svedese (come per la Norvegia).

Successivamente si sostiene un colloquio, che permette di sostenere 6-12 mesi di prova, al termine dei quali si può essere autorizzati a lavorare come specializzandi.

Come in Germania, la formazione specialistica non è di competenza dlele università, quindi si può frequentare qualsiasi ospedale.

A differenza dell’Italia, per ottenere l’abilitazione sono necessari 2 anni di tirocinio post laurea. Se si è già abilitati in Italia, bisogna frequentare il programma “Kult”, per acquisire maggior esperienza pratica.

Svizzera: Annualmente ci sono i bandi cantonali con il numero di posti per gli specializzandi.

Si accede tramite colloquio con il primario della specialità di interesse.

A differenza dell’Italia, il contratto è annuale, per cui spesso si può dover cambiare ospedale e questa ricerca va fatta con mesi di anticipo. La formazione non è organizzata ugualmente in tutti i cantoni.

La Germania e l’Olanda sono accomunate da un “tronco comune” per le specialità mediche e chirurgiche.

La medicina interna è alla base della formazione specialistica, per cui in Germania esistono 3 indirizzi:

  • medicina interna e medicina generale: 5 anni, per diventare medico di famiglia;
  • medicina interna;
  • medicina interna più un indirizzo specialistico: 3 anni di medicina interna + 3 anni di indirizzo specialistico;

In Olanda i primi 2 anni di qualsiasi specializzaizone sono di medicina interna.

Per le branche chirurgiche, la chirurgia generale è alla base.

In Germania esistono gli indirizzi di:

  • chirurgia generale;
  • chirurgia generale più indirizzo specialistico: 3 anni di chirurgia generale + 3 anni di indirizzo specialistico;

In Olanda i primi 3 anni di qualsiasi specialità chirurgica devono essere di chirurgia generale.

UK, America ed Australia

UK: Bisogna iscriversi al GMC (General Medical Council). Per chi non è ancora abilitato, bisogna frequentare 1 anno di Foundation Programme al livello F1, a cui si accede tramite concorso nazionale.

Per chi è già abilitato, si accede direttamente al secondo anno di Foundation Programme, il livello F2. Bisona contattare le “deameries” per trovare un posto. Vengono valutati i certificati ed eventuali lavori già svolti precedentemente.

Per alcune specializzazioni c’è un concorso nazionale.

Il primo livello è il Basic Specialty Training, da 1 a 4 anni. Successivamente si accede all’ Higher Specialty Training, che dura da 1 a 5 anni.

Australia: Per registrarsi all’Australian Medical Council è necessario completare lo “standard pathway”, che comprende: l’esame CAT-MCQ (Computer Adaptive Test – Multiple Choice Questions) + l’esame clinico.

Il MCAT-MCQ è un esame della durata di 3.5 ore in sedi presenti in tutto il mondo (al computer). Comprende 150 quiz a scelta multipla tra 5 opzioni, così suddivisi: 120 con punteggio, a cui bisogna rispondere obbligatoriamente, più 30 senza punteggio.

L’esame clinico consiste nell’ analisi di 16 casi clinici riguardanti: medicina, chirurgia, ostetricia e ginecologia, pediatria e psichiatria.

La scuola di specializzaizone si chiama “vocational training” e dura dai 3 ai 7 anni.

Canada: E’ necessario sostenere un esame di inglese del Medical Council of Canada, composto da 324 quiz a risposta multipla riguardanti le seguenti discipline:

igiene, medicina, medicina preventiva, ostetricia e ginecologia, pediatria, pischiatria

e chirurgia.

Successivamente bisogna sostenere l’esame QE (Qualification Exam), diviso in 2 parti. Il superamento della seconda parte conferisce l’abilitazione.

Il database CaRMS (Canadian Resident Matching Service) permette ai laureati

di inserire le loro preferenze riguardanti le strutture ospedaliere e la scuola di

specializzazione. Il databse combina le richieste, indirizzando i futuri specializzandi alla struttura disponibile.

USA: Dopo la laurea è necessario superare i primi 2 step dell’USMLE (United States Medical Licensing Examination), per conseguire l’ ECFMG Certification (Educational Commission for Foreign Medical Graduates).

Successivamente si richiede l’ammissione al “residency training program”, attraverso l’iscrizione ad uno dei seguenti database: National Resident Matching Program (NRMP http://www.aamc.org/nrmp) o all’Electronic Residency Application Service (ERAS http://www.ecfmg.org/eras/faq.html ).

I requisiti per l’abilitazione alla professione medica vengono decisi dall’autorità competente di ogni singolo Stato (State Board of Medical Examiners http://www.fsmb.org). L’abilitazione alla professione è valida esclusivamente

nell’ambito dello Stato in cui è stata conseguita. Per ottenere l’abilitazione è necessario aver superato lo step 3 dell’USMLE ed aver completato il resident training program.

Conclusioni

L’accesso alla formazione specialistica è eterogeneo, così come l’organizzazione e la durata. E’ sempre necessario ottenere prima il riconoscimento della laurea, quindi bisogna effettuare questa procedura con diversi mesi di anticipo (le tempistiche variano a seconda del Paese).

E’ necessaria una buona conoscenza della lingua del Paese ospitante ed è richiesta una documentazione specifica, spesso comprendente anche una certificazione linguistica.

In Francia viene considerato solo il punteggio dell’ECN e la graduatoria è calcolata secondo una curva gaussiana. In Spagna, invece, i vincitori devono presentarsi al Ministero a Madrid per comunicare la scelta della scuola e della sede.

Per l’ECN, il MIR e l’USMLE è necessaria una lunga preparazione e ci sono anche centri  specializzati in diversi Paesi.

In Germania non esiste la categoria dello specializzando, perchè si considerano medici a tutti gli effetti.

In diversi Paesi si ha un vero e proprio stipendio, non una borsa di studio, quindi vengono detratte le tasse ed il compenso aumenta all’avanzare dell’anno di specializzazione.

Molti Paesi offrono agli specializzandi la possibilità di frequentare corsi di lingua ed alcuni ospedali garantiscono l’alloggio agli specializzandi, specialmente dove bisogna cambiare periodicamente città.

In generale all’estero si presta più attenzione all’acquisizione di competenze pratiche durante il corso di studi, per cui spesso è necessario frequentare mesi di tirocinio post laurea aggiuntivi all’estero, prima di accedere alla specializzazione.

In molti Paesi in cui si accede tramite colloquio viene data molta importanza al curriculum, soprattutto al possesso di certificati quali il BLSD, o l’aver svolto volontariato in ambito sanitario.

Il sistema di formazione italiano può sicuramente essere migliorato, per arrivare alla specializzazione con maggiori competenze pratiche. Anche i parametri del concorso nazionale potrebbero essere rivalutati, data l’ eterogeneità del percorso formativo nelle varie università. Ad esempio, il voto di laurea viene calcolato secondo parametri variegati, i piani di studio non sono uguali e ciò influisce sulla durata degli studi e sulla media (altro parametro considerato nel nuovo concorso nazionale).

Per informazioni più dettagliate sui singoli Paesi, vi invito a consultare l’allegato “Modalità di accesso alle specializzazioni”, presente nella cartella “Come fare per specializzarsi all’estero” al seguente LINK.

Per ulteriori informazioni si possono consultarei seguenti link:

  • Gruppo Facebook “Doctors in fuga”: LINK
  • Sito di Doctors in fuga (registrarsi per partecipare al forum): LINK
  • Sito di Giovani medici (registrarsi per il forum): LINK
  • Pagina SIGM sui “giovani medici nel mondo” (indirizza a siti di specializzandi all’estero): LINK
  • Sito di Italian junior doctors (sezione Mobilità, registrarsi per articoli completi): LINK
  • Informazioni sul riconoscimento titoli: LINK Miur
  • FNOMCeO offerte di lavoro all’estero: LINK

 di Simona Nicoletti per l’ SWG (In)formazione continua