FEMIDOM

Vera conquista femminile?
Il Femidom è uno strumento di prevenzione dell’HIV e delle altre malattie sessualmente trasmesse che può essere utilizzato dalle donne. Da molti, infatti, viene definito come “il profilattico femminile”.
Se leggendo il titolo dell’articolo la tua prima reazione è stata pensare “femidom, non l’ho mai sentito nominare!” oppure “femichè???!!”, non preoccuparti, è la stessa reazione vissuta da molti, dato che in Italia è molto difficile da reperire e spesso non viene nominato durante gli incontri di educazione sessuale nelle scuole.
Ma vediamo un po’ di cosa si tratta.
E’ una guaina trasparente che si inserisce nella vagina prima di un rapporto sessuale, untitled (1)proteggendo sia dalla gravidanza che dalle malattie a trasmissione sessuale, formando una barriera tra il pene e la vagina, la cervice e i genitali esterni. Attualmente sono disponibili due tipi di profilattici femminili:

FC1 – approvato dalla FDA (Food and Drug Administration) e dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), e quest’ultima ha raccomandato la sua inclusione nella lista dei prodotti essenziali nei programmi di prevenzione. Consiste di una guaina di poliuretano ed è più resistente di un profilattico in lattice. Non si deteriora in condizioni di alte temperature e umidità, condizioni climatiche molto comuni in diversi paesi dell’Africa e dell’Asia e può essere usato con lubrificanti a base di olii quando necessario.

FC2 – prodotto di seconda generazione, creato da un derivato del lattice (nitrile), rappresenta un progresso riguardo alla precedente versione perché ha le stesse proprietà della versione originale, ma può essere prodotto ad un costo minore.
In entrambi i casi è costituito, inoltre, da un anello flessibile su entrambe le estremità: l’anello interno è utilizzato per inserire il preservativo e aiuta a mantenerlo al posto giusto, infatti si posizionerà naturalmente dietro l’osso pubico, mentre l’altro rimane all’esterno della vagina, ricoprendo in parte i genitali esterni; l’uomo inserire il piene in erezione nella vagina da questa apertura.
Può essere inserito prima del rapporto, anche diverse ore prima, rendendo quindi la donna padrona a tutti gli effetti della propria salute: la sicurezza del rapporto non dipenderà più dal partner che spesso si trova sprovvisto di preservativo, soprattutto se si hanno rapporti occasionali, o non vuole utilizzarlo. Infatti, prima dell’introduzione sul mercato del preservativo femminile, le donne avevano a disposizione unicamente la pillola anticoncezionale, che non consentiva alla donna di poter prendere autonomamente delle precauzioni per poter evitare la contrazione di malattie veneree.
Ovviamente non è tutto oro quel che luccica, come per il condom vi sono anche per il femidom degli aspetti negativi: potrebbe rompersi, durante il rapporto lo sfregamento tra i sessi potrebbe determinare un fruscio per alcuni fastidioso, la donna, durante i primi utilizzi, potrebbe avere difficoltà nel corretto inserimento all’interno della vagina.
Il preservativo femminile è disponibile in Europa dal 1992 ed è ora presente in dozzine di paesi in tutto il mondo, reperibile sia in farmacia che nei consultori: in Brasile, per esempio, il governo lo distribuisce gratuitamente a tutte le donne che ne facciano richiesta; in Francia il governo, sollecitato dalle associazioni, ha lanciato una campagna specifica su questo prodotto e lo ha reso disponibile a prezzi accessibili.
In Italia, invece, l’utilizzo di questo metodo contraccettivo non è ampiamente diffuso e purtroppo in tal senso entrano in gioco numerosi fattori che riguardano la società in toto, la figura della donna in esso, e la donna in prima persona. Mentre negli altri Paesi, infatti, sono state messe in atto delle strategie volte alla conoscenza del femidom, in Italia esso non è presente nei consultori, difficilmente è reperibile in farmacia, il prezzo italiano si aggira intorno a 6,50-7,50 euro per una confezione che contiene tre preservativi (contro i 5-6 euro per circa 6 condom), non viene nominato durante gli incontri di educazione sessuale nelle scuole. Risultato: molte donne non ne conoscono l’esistenza.
Io stessa ho scoperto l’esistenza del femidom solo l’anno scorso, grazie al lavoro svolto in area SCORA (Standing Committee of Repruductive Health and AIDS) e incuriosita, ho cercato qualche informazione in più in rete, non solo sui siti delle case produttrici, ma anche su altri, alla ricerca di opinioni da parte di ragazze che l’avessero già usato. L’assenza di tutto ciò è stata a dir poco disarmante, pensando anche al fatto che al contrario, il condom viene addirittura pubblicizzato attraverso spot televisivi. Proprio la mancanza di informazioni e di volontà da parte di entità a livello nazionale o locale nel proporre la diffusione del femidom consolida e accresce quel tabù, ancora troppo attuale nella nostra soicetà, della sfera sessuale femminile, che causa anche una forte reticenza da parte delle poche donne che lo conoscono nell’utilizzarlo.
Perché la donna non può essere padrona assoluta (absolutus, a, um, dal latino “sciolto da qualsiasi vincolo”) della propria sessualità? Perché ancora oggi la società italiana maschilista non accetta che una ragazza possa indossare un preservativo e dire al proprio partner fisso o occasionale che sia “Siamo in due in questo rapporto, e io ci tengo alla mia salute”, piuttosto che essere alle dipendenze di un uomo anche nella sfera sessuale?
Potremo parlare a non finire di parità dei sessi ed uguali diritti, ma fino a quando noi donne non prenderemo atto del fatto che è nostro DOVERE emanciparci dallo stereotipo sociale, culturale, sessuale che è stato dipinto fin nei dettagli dagli uomini, sia che si tratti della donna totalmente dedita alla casa o alla carriera, non saremo mai pienamente libere di essere noi stesse e di godere anche di una libertà sessuale (che in questo caso va a braccetto con il diritto alla salute) senza essere giudizio di preconcetti o di giudizi che non solo non condanniamo ma che spesso alimentiamo.

Stefania Panebianco