GIROVAGANDO PER L’ITALIA, LA TUA STRADA TROVERAI…

Cosa si intende con progetto ClerkITA? Le Clerkship Italiane, per gli amici “ClerkITA”, sono un progetto di scambio rivolto a Soci Ordinari del SISM a cui viene data la possibiltà di frequentare per un mese un dipartimento o un reparto di una città italiana diversa dalla propria sede universitaria.
Il progetto è indirizzato a:
Studenti del V e VI anno, che vogliono frequentare un reparto di loro scelta in un’altra città;
Studenti tesisti che vogliono fare ricerche inerenti i loro studi.
Durante la scorsa Conferenza Permanente dei Presidenti di Corso di Laurea di Medicina e Chirurgia è stato presentato il progetto, ricevendo un feedback ampiamente positivo dai presenti e anche degli spunti per migliorarlo.
In particolare è emersa la necessità di stilare un elenco di obiettivi formativi da raggiungere durante lo scambio; è inoltre stata proposta una valutazione finale del tirocinio ed una, a lungo termine, per comprendere la reale efficacia del progetto.
Infine, si è deciso di attribuire 2 Crediti Formativi Universitari ADE (Attività Didattica Elettiva) ad ogni studente che parteciperà al progetto ClerkITA.
Allora, come comprendere al meglio le potenzialità e le opportunità di questo progetto se non con un’intervista a chi l’ha vissuto in prima persona?
Viviana Congedo11023169_10206204127412618_1662266885_n, della sede locale di Chieti, neolaureata in Medicina e Chirurgia, ci parlerà della sua, o meglio, delle sue esperienze!
Viviana, spieghiamo come mai stiamo utilizzando il plurale: a quante Clerkship Italiane hai partecipato?
Ho partecipato a due ClerkITA, la prima presso il reparto di Chirurgia Vascolare a Siena e la seconda presso il reparto di Cardiologia a Catania.
Da che esigenze nasce, quale è secondo te lo scopo del progetto?
Questo progetto, secondo me, nasce dall’esigenza di far conoscere allo studente di medicina quali sono le realtà che lo circondano, qual è la vita in ospedale al di fuori di quella che è la propria esperienza, permettendogli di valutare con consapevolezza le proprie opportunità e pianificare con maggiore convinzione e cognizione il proprio domani.
Perché hai partecipato al progetto?
Quasi per caso: ero a lezione e dei ragazzi del SISM della mia università presentarono il progetto. Si sa che il percorso di studi di medicina è lungo e non privo di difficoltà, tanto che, nel corso del tempo si potrebbe perdere la spinta e la convinzione ad andare avanti. Ebbene, io ho visto, in questo progetto, un’esperienza stimolante e formativa, che mi avrebbe aperto gli orizzonti e dato l’opportunità di mettermi alla prova in tutti gli ambiti, da quello professionale a quello personale.
Quali erano le tue aspettative?
Trovare un ambiente stimolante, fare nuove esperienze, confrontarmi con altri studenti di medicina e portare una ventata di novità nella mia vita universitaria.
Le tue aspettative sono state soddisfatte?
Certamente, al 100%. Lo dimostra la mia seconda partecipazione al progetto.
Quale è stato il contributo di questa esperienza nella tua crescita professionale?
Ho imparato molto, in quanto frequentare per un mese un reparto con medici strutturati e specializzandi sempre pronti ad aiutarmi, a coinvolgermi, a spiegarmi ciò che non sapevo, è stata una tappa importante nella crescita professionale.
Dal punto di vista delle relazioni umane, come è stato il tuo rapporto con i medici e con gli altri studenti?
Ottimo; In ospedale ho incontrato medici molto disponibili e preparati; anche i primari hanno accolto me e gli altri ragazzi che hanno aderito a questo progetto con estrema cordialità, spingendoci a prendere il massimo da questa esperienza. Con gli altri studenti di medicina è stato fantastico, il divertimento assicurato e i responsabili della sede locale ospitante del SISM art2hanno sempre provveduto a farci sentire a nostro agio, a farci conoscere la città e i luoghi vicini, nonchè a organizzare al meglio la nostra permanenza. Da non trascurare poi anche il momento di crescita personale, derivato dal continuo confrontarsi con altri studenti di medicina coetanei, provenienti non solo da tutta Italia, ma anche da tutto il mondo. Ritengo che questo possa contribuire a creare un’apertura mentale, necessaria per coloro che si apprestano a diventare medici del domani. Tirando le somme, ho vissuto delle esperienze uniche, che mi hanno permesso di crescere sia professionalmente che umanamente.
Hai qualche esperienza o aneddoto particolare che ci vuoi raccontare?
Da un punto di vista professionale, posso ben dire di aver partecipato davvero alla vita di reparto e, nonostante poi io abbia scelto altro per il mio futuro, ricordo con piacere anche gli interventi in sala operatoria a Siena, con i chirurghi che mi spiegavano la procedura che mano a mano attuavano.
Da un punto di vista più goliardico, come dimenticare e non menzionare le tante feste e i tanti luoghi nuovi visitati con gli altri ragazzi?
Consiglieresti questo progetto?
Assolutamente sì!
Ci sono degli aspetti che consiglieresti di cambiare o migliorare?
Vista la mia esperienza personale direi di no, è stato perfetto così!

Ringraziamo Viviana per la sua testimonianza! E voi, cosa state aspettando? È un’occasione imperdibile!

Lucia Panzeri