Da LEO ad outgoing: la mia Polonia

Sono diventata Local Exchange Officer quasi per caso, 2 anni fa, e da allora amo ancora di più viaggiare.
Il primo anno ho dovuto imparare a gestire la campagna scambi,ad usare il database, a reperire i documenti… è stata una fatica!
Quando arrivano gli Incomings e tutto va bene, però, mi sento ricompensata di tutto il lavoro fatto. La ricchezza di questo progetto consiste, secondo me, nel poter conoscere ragazzi da tutto il mondo ed apprendere la loro cultura, abbattendo stereotipi e creando legami, spesso duraturi: ad esempio quest’ anno la mia Sede Locale ha ospitato 3 incomings africani ed è stata una bellissima opportunità di avvicinamento a culture lontane dalla nostra, in un periodo in cui c’era ancora la psicosi dell’ ebola!
In generale ho ricordi fantastici degli incomings; con molti di loro sono rimasta in contatto e mi invitano sempre ad andarli a trovare: un ottimo motivo per continuare a viaggiare!
Sul fronte degli outgoings, la soddisfazione è quando finalmente arrivano le destinazioni e sono pronti tutti i documenti, spesso dopo cambiamenti di leggi in alcuni Paesi, richieste inesaudibili ed ansie dell’ ultimo momento.arrivo stazione Danzica

Ascoltando i racconti estasiati di ex outgoings, quest’ anno sono riuscita a partire per il Research Exchange, destinazione Polonia.
Quando avevo letto la città assegnatami sul database, Bialystock, ero rimasta un po’ perplessa, perchè è nell’ estremo Nord- Est, a 3 ore da Varsavia, quindi lontana da molte località turistiche.
Appena arrivata, però, ho avuto una buonissima impressione e durante il mese mi sono sentita fortunata ad essere stata assegnata lì.
Ho frequentato il laboratorio di Patologia Clinica e Sperimentale con un incoming giordano; la tutor ci ha seguiti benissimo ed ho imparato tantissimo. Il progetto consisteva in uno studio comportamentale sulle cavie,laboratorio in cui eravamo observers durante gli esperimenti. In particolare, lo studio riguardava il ruolo dell’ Interleuchina 6 nella memoria.
La tutor ci aveva fatto prima leggere alcuni articoli, molto interessanti, sui molteplici ruoli di questa molecola. Ho scoperto che c’è un mondo non scritto sui nostri libri!
Gli esperimenti osservati erano due: il primo valutava le capacità motorie degli animali; il secondo erano dei trials in acqua per testare la memoria a breve e lungo termine. L’ultima settimana abbiamo assistito all’ estrazione del DNA ed è stato emozionante.
Anche la professoressa direttrice del dipartimento era molto disponibile ed interessata al funzionamento delle nostre università.
Una particolarità del dipartimento era la sala da tè, che gli altri incomings ci invidiavano, dove potevamo fare pausa e l’ultimo giorno, dopo la presentazione, ci hanno offerto il tiramisù (niente a che vedere col nostro!) e la tutor ci hanno regalato un souvenir di Bialystock!
Successivamente abbiamo analizzato i dati raccolti e preparato una presentazione, esposta al personale del Dipartimento l’ ultimo giorno del progetto.
Per me è stata un’ opportunità unica, dato che è difficile, per noi studenti di Medicina, poter frequentare un laboratorio nella nostra università.
Il mio gruppo era un melting pot intercontinentale: ospedale con camiciItalia, Spagna, Portogallo, Croazia, Bulgaria, Marocco, Tunisia, Cina, Turchia e Giordania!

I ragazzi polacchi sono stati disponibili, ci hanno accompagnato ovunque nei primi giorni e spesso uscivano con noi la sera.
La prima settimana c’è stato il food and drinking party: immancabile la nostra pasta al sugo, poi tè e dolci marocchini, prosciutto spagnolo, polpette piccanti tunisine, dolci giordani e polacchi, tigelle e parmigiano, il famoso vino Porto..un’ occasione per socializzare ed avvicinarsi ad altre culture.
Il mese di agosto è stato eccezionalmente caldo per gli standard polacchi, quindi un pomeriggio ci avevano portato anche in spiaggia!
Bialystock è una città molto curata e pulita, sicura, piena di parchi (il dormitorio era proprio in uno di questi!) e biciclette, musei e ristoranti dove provare la cucina tradizionale ed ottime birre (memorabili quelle ai lamponi e mirtilli).

Per gli amanti di superalcolici, in Polonia si può trovare vodka di tutti i gusti e a buon prezzo.statua bisonte
Una particolarità è il social program nazionale: in 2 weekend, più Sedi Locali si incontrano per visitare delle città, in questo caso Cracovia e Danzica.
Entrambe sono fantastiche e ricche di storia: la leggenda del drago nel castello, il quartiere ebraico, la miniera di sale patrimonio UNESCO ed il museo di Schindler a Cracovia; palazzi vivacemente colorati, la chiesa gotica più grande del mondo, i negozi d’ ambra ed il Mar Baltico a Danzica. Ho visitato anche Varsavia e ve la consiglio!
Prima di partire non avevo un’ idea precisa di cosa avrei trovato in Polonia ed è stata una piacevole scoperta. E’ un Paese turisticamente molto variegato, dai parchi nazionali ai laghi e villaggi antichi, cordialità ed ospitalità inaspettate, persone che non parlavano inglese disposte ad aiutarci con i mezzi pubblici, ottimi dolci e cioccolata (ne eravamo dipendenti!), cicogne nelle campagne, statue di bisonti nelle città, antico e moderno in un connubio perfetto… adoro la Polonia!
Ero già stata da sola all’ estero, ma questa è stata senza dubbio l’ esperienza migliore.palazzo Branicki Sono in contatto con la maggior parte del gruppo, con cui speriamo di rivederci nei rispettivi Paesi, e conservo ricordi stupendi. Solo per citarne alcuni: i pranzi alla mensa ospedaliera (spesso a base di: zuppe, pollo e patate), le lezioni di italiano agli altri outgoings, la partita a bowling, i lunghi viaggi, il pattinaggio, le uscite serali, le lavatrici collettive, i barbeque, vedere le stelle cadenti al parco.
Però è capito anche qualche imprevisto: social program nazionale poteva essere migliore, qualche contact person è stata assente e alcuni tirocini sono iniziati in ritardo. Anche questi episodi possono far parte dello scambio e sono occasioni per crescere, fare gruppo ed imparare ad essere più autonomi.
L’ultima settimana è stata triste, perchè ogni giorno dovevamo salutare qualcuno che partiva.
Non erano addiiWedelcioccolata calda, ma arrivederci. Sappiamo già che prima o poi ci rivedremo!
Io sono partita per Varsavia con il ragazzo cinese ed siamo stati accompagnati dai rimanenti outgoings ed alcuni ragazzi della Sede Locale. Al mio arrivo a Roma, ho avuto la fortuna di incontrare 2 SISMici, che mi hanno fatto compagnia prima di prendere il treno.
Il SISM è una grande famiglia ed in questa occasione ho avuto la conferma.
A parole non riesco ad esprimere tutte le emozioni provate durante questa esperienza, ma se siete curiosi di conoscere colleghi stranieri e scoprire realtà lontane dalla vostra, vi consiglio di iniziare come contact person. Io mi sono avvicinata agli scambi in questo modo e vi assicuro che non è tempo perso, ma un’ opportunità che può ampliare i vostri orizzonti!
Se non siete ancora partiti, quindi, che aspettate? Riempite la valigia di curiosità, voglia di imparare, spirito di avventura e adattamento, coraggio, pazienza ed un pizzico di fortuna.
Perchè per quanta strada ancora c’è da fare, amerete il finale. A me è successo e vi auguro di vivere questa esperienza, che vi tornerà sicuramente utile. Buon viaggio!

Simona Nicoletti