Lo SCORA xChange…Tutto Italiano

Lo SCORAxChange è un progetto di scambio internazionale della durata di un mese, a cui possono partecipare tutti gli studenti che fanno parte dell’IFMSA, che consente di immergersi a pieno nelle realtà SCORA del Paese ospitante, approfondendo degli aspetti riguardanti la Salute Riproduttiva quali le malattie Sessualmente Trasmissibili, la contraccezione, la discriminazione delle persone HIV positive. Lo SCORAxChange, non è solo un’opportunità di crescita culturale e professionale, bensì permette ad ogni partecipante di arricchirsi mediante la scoperta di un nuovo Paese e l’incontro con studenti provenienti da diverse parti nel mondo.

Anche quest’anno l’Italia è stata protagonista di questo progetto, che ha avuto inizio il 17 Agosto a Messina e si è concluso l’11 settembre a Genova, periodo durante il quale si sono messe in gioco anche le Sedi Locali di Torino e Firenze, città in cui si è svolto il programma extra che ha avuto luogo nei giorni 11-12-13 settembre.

L’ottimo risultato del progetto è dovuto al grande lavoro di coordinazione svolto da Ilaria Gambelli in qualità di NORA, Matteo Vismara e Pietro Filitto, coordinatori Nazionali dello SCORAxChange, e dalle singole Sedi Locali,e proprio in questo articolo, ho voluto riportare l’esperienza, l’entusiamo e le difficoltà riscontrate da parte di coloro i quali si sono dedicati ardentemente ai preparativi sul territorio: Carmine Calidona (LORA della Sede Locale di Messina), Ilaria Gambelli (NORA), Denise Bergese (LORA Assistant della Sede Locale di Torino) e Ilaria Ponziani  (Amministratore Locale della Sede Locale di Firenze).

 

  • Prima di iniziare, parlateci un po’ di voi!11990611_10207763107579714_1408374611840027372_n

 

Carmine:
Salve a tutti cari lettori, io sono Carmine Calidona, LORA della Sede Locale di Messina e sono stato uno dei quattro coordinatori locali del progetto SxC Italy 2015. Il mio impegno nel SISM praticamente consiste nel lavorare in SCORA con grande entusiasmo e voglia di fare, vivendo intensamente tutto quello che la nostra cara SCORA è in grado di dare in termini di conoscenze ed emozioni.

Denise: deniseLORA ass della sede locale di Torino da 3 anni. Con la SCORA è stato  amore a prima vista, non appena sono venuta a conoscenza del SISM e delle attività che già si organizzavano e di quelle che potenzialmente potevano essere realizzate, ho capito che volevo dare il mio contributo attivo affinché potessero essere strutturate e organizzate migliorandosi ogni volta.

 

Ilaria G: ilaria gambelliCiao a tutti sono Ilaria della Sede Locale di Genova e la mia passione per l’area SCORA è nata 5 anni fa durante una serata in occasione del World AIDS Day. Piano piano questa è cresciuta portandomi ad essere prima LORA assistant, poi la LORA, ed infine NORA. Questa fantastica area e il SISM in generale mi hanno sicuramente cambiato la vita facendomi incontrare persone straordinarie e facendomi fare esperienze che non dimenticherò mai e che porterò sempre con me.

 

Ilaria P: ilaria ponzianiCiao a tutti! Sono Ilaria della Sede Locale di Firenze. Al momento sono Training Support Division Coordinator e Amministratore Locale, però si sa, le passioni sono dure a morire, quindi ogni momento è buono per dare una mano in area SCORA nella mia SL. D’altronde come può un’ex-NORA riuscire a tagliare del tutto i ponti?! 🙂

 

 

  • Che cosa vi ha spinto a proporre la tua Sede Locale per ospitare il progetto?

 

Carmine: Lavorando nello SCORA Team ero uno di coloro che, dietro la guida dei due nostri fantastici responsabili  del progetto, cercava di “incetriolare” qualche sede e sperava che prima o poi qualche LORA dalle belle speranze si lanciasse in questa avventura, senza neanche considerare minimamente l’ipotesi di essere proprio io quel LORA e di mettere in gioco me e la mia sede in maniera così audace!In realtà dopo i tanti racconti di Matteo Vismara riguardo il suo passato SXC in Tunisia e dopo aver considerato quanto effetivamente impegnativo potesse essere il tutto, ne parlai con la mia commissione locale ed in primis con il mio giovane (ormai non più) SCORA Team! I dubbi e le perplessità all’inizio furono molte. Ci ripetevamo “Ma ne saremo mai in grado? È  Un progetto internazionale!!” Eppure il vero animo SCORA (quello che ti fa fare riunione in un pub, con una birra ciascuno attorno ad un tavolo, e ti fa discutere di come poter migliorare il mondo con proposte che per i più risulterebbero folli) si impossessò di noi! Eravamo stramotivati, preoccupati ed ansiosi ma allo stesso tempo carichi e pronti per questa nuova esperienza.

Denise: La nostra sede locale aveva accettato la sfida di ospitare lo SCORAxChange già lo scorso anno, spinta da curiosità per questo nuovo progetto e con la voglia di far conoscere la realtà torinese ad altri studenti provenienti dall’estero. Nel momento in cui per difficoltà logistiche non si è riusciti a realizzare il progetto lo scorso anno, la voglia di riuscire nell’impresa di farcela questa volta era tanta quindi perché non proporsi di nuovo ancora più motivati?!

Ilaria G: Parlando anche da NORA oltre che da organizzatrice locale, le motivazioni che mi hanno spinto a volerlo organizzare a Genova sono state tante. Sicuramente dopo tutta la parte burocratica e organizzativa nazionale, il volerlo vivere appieno anche con i ragazzi e poter contribuire anche a livello locale, sono state le motivazioni più forti.

Ilaria P: Bella domanda. Firenze ha sempre saputo di non poter ospitare il progetto in modo canonico per questioni economiche, la volontà di proporsi per l’extra program è stato un modo di dare il nostro contributo, per quanto piccolo, e dimostrare che come sede teniamo al progetto e lo riteniamo estremamente valido. In poche parole, abbiamo voluto farlo semplicemente perchè pensiamo sia un’occasione fantastica.

 

  • Cosa avete provato quando la tua SL è stata accettata come sede ospitante?

 

Carmine: Erano tutti felici mentre io,  già in preda all’ansia, cominciavo a chiamare prof per organizzare l’Educational program. A parte gli scherzi eravamo molto entusiasti e siamo sempre stati ben organizzati ed attenti  a pianificare tutto in maniera minuziosa. Ancor prima di sapere i dettagli sul progetto eravSCORA1amo pieni di idee. Ricordo le tante (anche troppe XD) chiacchierate al telefono in cui sparavamo a raffica tantissime idee al secondo,  tale era il nostro entusiasmo! Era come se amassimo i nostri incomings ancor prima di averli conosciuti e progettassimo tutto perché loro si fossero sentiti soddisfatti al termine del progetto. È vero,per realizzare il progetto bisogna analizzare molti fattori ed inoltre si articola in tanti step, molti dei quali non rientrano propriamente nelle competenze di uno SCORAngel che mai ha avuto a che fare con un Exchange program. Tuttavia l’appoggio della mia sede è stato determinante e puntuale ed adesso, leggere le evaluation più che positive dei nostri ragazzi, non può che riempirci di gioia.

Denise: Inizialmente l’entusiasmo ha prevalso su tutto, successivamente è subentrato il timore di non essere  in grado di portare a termine come volevamo tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissati…ma l’entusiasmo non ci ha mai abbandonati e ci ha aiutato a superare anche questo!

Ilaria G: È stata una cosa un po’ particolare perché in realtà la Sede Locale era oberata di attività e progetti e inizialmente aveva detto che non se la sentivano tanto per il periodo esami (a Genova li abbiamo ospitati dal 4 al 6 settembre). Poi però mi è venuto in mente di mobilizzare la “mia” SCORA locale, quella di quando sono entrata, e quindi ho richiamato degli Alumni SISMci ormai specializzandi in vari reparti che mi hanno appoggiata tantissimo e sono stati fantastici, in più anche altri miei amici al di fuori del SISM si sono offerti per darmi una mano e anche le altre genovesi del nazionale Jolanda e Rachele che sono state carinissime e molto presenti, quindi alla fine eravamo un team misto: “SCORA team genovese passato e amici presenti (in cui rientravano anche Jolly e Rachi come nazionale ma soprattutto come amiche)” ed è stata proprio una bella sensazione quando è stato deciso ufficialmente che sarebbe stato fatto anche dai noi. Sapendo che ci sarebbero state delle persone e che il progetto era sostenuto da un gruppo, anche tutto il resto della Sede Locale, compreso il CE da un punto di vista economico, mi ha sostenuta in questo progetto e anche questo è stato molto importante e molto bello per me.

Ilaria P: A primo impatto molta felicità! Dopo aver curato per un anno intero il progetto vederlo crescere di nuovo e avere la possibilità di “toccarlo” con mano è stata una sensazione bellissima. Poi è venuta l’ansia dell’organizzazione ovviamente!

 

  • In cosa consisteva il programma da voi proposto?

 

Carmine: Il programma di uno SxC si compone di una parte contenutista relativa all’area tematica (Il cosiddetto Educational program) ed una parte più rilassante e divertente (il classico Social program). A Messina abbiamo organizzato quattro SCORA sessions, tenute da me, il mio adorato SCORA Team e da Matteo Vismara (che da Milano ha deciso di darci una mano e vivere con noi quest’avventura). Le tematiche analizzate sono state le più variegate: abbiamo approfondito temi come l’acceso libero all’aborto sicuro, la salute sessuale nella formazione del medico, la violenza di genere e tanto ancora. Avvalendoci della nostra passione per la Not Formal Education e sfruttando attività, dibattiti e visione di filmati, siamo riusciti a confrontarci ed arricchirci in maniera reciproca. La bellezza di questo progetto sta proprio nel distruggere tutti gli stereotipi ed i preconcetti che l’immaginario comune costruisce attorno le altre culture e nel poter vivere “nei panni degli altri” le loro verità, i loro progetti (con difficoltà, preoccupazioni e obiettivi) e le loro società. Magari la comprensione delle abitudini culturali non è completa perché comunque ci saranno sempre le tue radici e la tua forma mentis ad influenzarti, tuttavia siamo riusciti a creare quel famoso “spazio protetto” in cui tutti potevano esprimersi in maniera libera e priva di timore. Ovviamente creare legami con i ragazzi è fondamentale. Questo non avviene solo condividendo momenti di riflessione ed opinioni ma anche dandosi alla pazza gioia, visitando le più belle spiagge del Sud, imbucandoci in dei falò, coinvolgendo estranei in strani giochi della bottiglia, giocare a schiaccia sette gemendo in maniera orgasmica e gustando le delizie tipiche della nostra terra.E così, tra National Food and Drink parties ed esperienze professionalizzanti in sala parto si è creato un gruppo coeso ed unito che ha giustificato le lacrime il giorno della partenza.

Denise: Abbiamo cercato di concentrare l’educational program al mattino in modo da poter dedicare il pomeriggio ad attività extra e più informali. Le difficoltà ci sono state, inutile nasconderlo! Legate in particolar modo al periodo dell’anno, dal momento che molti medici o docenti a cui ci siamo rivolti sarebbero stati in ferie in quel periodo, e perché abbiamo deciso di dividere i ragazzi in modo tale che potessero vedere più ambulatori e servizi, e incastrare il tutto non è stato sempre semplice! Infatti il nostro educational program prevedeva la frequenza negli ambulatori MST dell’ospedale di riferimento provinciale delle malattie infettive, affiancamento nei consultori familiari, lezioni teoriche e pratiche nei laboratori di farmaci anti retro virali e nei laboratori di microbiologia-virologia. Inoltre abbiamo contattato il CIDIGeM (Centro Interdipartimentale Disturbi d’Identità di Genere Molinette) del nostro ospedale, che ha organizzato una lezione per noi che prevedeva delle testimonianze, e il centro SVS che dopo una piccola lezione ci ha permesso poi di associare un workshop sulla violenza sulla donna. Per quanto riguarda il social program abbiamo sfruttato tutte le cose belle che può offrire Torino, dalla Reggia di Venaria alla Mole Antonelliana con il museo del cinema, tour dei famosi Turet, sfide di beach volley e international food and drink party.

Ilaria G: Il programma da noi proposto era basato soprattutto sulla visita di Genova e le 5 Terre perché i ragazzi sono stati fisicamente a Genova solo 48 ore quindi c’era tempo per fare solo una sessione di 2-3 ore. Dato che una delle persone che mi ha supportato di più a livello locale (oltre che nazionale), da un punto di vista sia logistico, che organizzativo, che personale, è stata quella figona della NORE Jolanda Gurnari, le ho proposto di rifare la sessione su “Sessualità e Ricerca” che avevamo creato per un evento locale a Bologna e che in questo modo abbiamo tradotto in inglese e fatto fare ai ragazzi. Consisteva sia in una parte frontale di spiegazione che in attività pratiche che li hanno coinvolti e fatti mettere in gioco sulla tematica.

Ilaria P: I tre giorni a Firenze non erano obbligatori e non facevano propriamente parte del programma educativo, ma erano tre giorni di extra program. Per la maggior parte del tempo abbiamo semplicemente organizzato un social program in cui far visitare la città ai ragazzi cercando di far vedere loro il lato più tipico e meno conosciuto di Firenze. Un pomeriggio abbiamo portato i ragazzi a visitare la sede di Firenze della LILA (Lega Italiana Lotta all’AIDS) in modo da far conoscere loro come agiscono associazioni di questo tipo sul territorio toscano. Come conclusione ci siamo dilettati in una immancabile cena di saluto in cui abbiamo cucinato tutti insieme!

 

  • Che feedback avete ricevuto da parte dei ragazzi partecipanti?

 

Carmine: I feedback sono stati più che positivi, ma non perché qui a Messina siamo stati dei supereroi, semplicemente abbiamo trattato i ragazzi come avremmo  voluto essere trattati durante un nostro ipotetico scambio. È stata la nostra prerogativa fin dall’inizio, fin dalle prime fasi di pianificazione, ci ripetavamo sempre: “Ragazzi, ma voi partecipereste ad un programma del genere?”

Denise: I ragazzi sono stati attivi e hanno partecipato alla maggior parte delle attività, nonostante il fatto che il periodo invogliasse più alle vacanze e al divertimento che allo stare in ambulatorio o in reparto! In ogni caso  si sono adattati abbastanza facilmente e in fretta, agevolati probabilmente dalla precedente settimana passata già insieme a Messina, quindi formavano già un gruppo ben coeso.

Ilaria G: I ragazzi sono stati carinissimi e ci hanno dato dei feedback molto positivi. La sessione è stata molto apprezzata e anche il giro alle 5 Terre, la serata in discoteca e la visita a Genova sono andati benissimo.

Ilaria P:  Sono stati meravigliosi! Ogni incoming ti lascia sempre qualcosa (provare per credere!), il fatto che i ragazzi in questione fossero davvero un gruppo, avessero vissuto a contatto per un intero mese e condividessero la passione per la SCORA ha reso questa sensazione ancora più forte.

 

  • Le aspettative che avevi all’inizio di questa avventura sono state soddisfatte? E cosa ti ha lasciato questa esperienza?

 

Carmine: È incredibile il fatto che la SCORA mi sorprenda sempre di più.  Mi reputo un ragazzo motivato circa il mio impegno nell’area  e puntualmente,  dopo qualsiasi  evento  SCORA (che sia solo una sessione o anche uno Skype meeting,  piuttosto che dopo dieci intensissimi giorni) mi riscopro sempre più connesso alle nostre tematiche e sempre più desideroso di impegnarmi per esse.SCORA2 Anche questa esperienza infatti, mi ha lasciato tanta carica e tanta energia per dedicarmi ancora alla mia area. Mi ha lasciato nuove idee sul multiculturalismo e su quanto questo ti possa arricchire e farti diventare rispettoso per il pensiero altrui. Ho guadagnato nuovi legami, amicizie con persone che probabilmente non rivedrò più ma che abiteranno in me per tutto quello che mi hanno dato in quei giorni (al momento ho una trentina di notifiche su whatsapp proprio per quei ragazzi XD). Ho avuto conferme sul mio SCORA Team e sulla mia sede locale. Abbiamo lavorato come un team, affinando le nostre capacità di Problem solving, acquisendo nuove competenze anche in ambiti che non sono propriamente SCORA, ma che vanno dall’amministrazione locale al più spicciolo incarico da contact person. Il tutto è stato sempre infarcito di brio e passione, con qualche momento di ansia e con tanto duro lavoro. Sicuramente è un progetto impegnativo e che richiede molta dedizione ma ti ricompensa tantissimo. Per cui concludo l’intervista facendomi una domanda da solo: “Carmine, Ne è valsa la pena?”  “Assolutamente si! ”

Denise: Questa esperienza innanzitutto ci ha insegnato a migliorare la nostra capacità organizzativa e gestionale, che potrà esserci utile anche nella realizzazione di altri eventi. A livello di contenuti i ragazzi sono stati in grado di farci comprendere come certe tematiche e argomenti vengano affrontati nei paesi d’origine e speriamo di aver fatto lo stesso con loro. Sicuramente è stata una bellissima esperienza che ha anche rafforzato le dinamiche e le relazioni all’interno della nostra stessa area, condividere gioie e difficoltà non può che legare maggiormente le persone che si trovano a condividerle.

Ilaria G: Le mie aspettative sono state molto più che soddisfatte. I ragazzi sono stati straordinari ed ognuno di loro ha contribuito in maniera unica a ogni singolo momento delle 48 ore che ho passato con loro e a volte quando ti concentri tanto sugli aspetti organizzativi e burocratici perdi di vista questa cosa. Guardandoli partecipare attenti e coinvolti alla sessione, facendo festa insieme su una discoteca sulla spiaggia e vederli ripartire stanchi morti abbracciandoci e ringraziandoci di tutto, ha dato un senso completamente diverso e molto più bello e profondo a tutto il lavoro fatto in questi mesi per questo progetto. Come al solito nelle attività che facciamo nel SISM quello che conta davvero sono le persone e dietro a mille documenti e problemi ci sono delle persone con una storia e una complessità dietro che non riesci mai a valutare davvero finché non ci sei dentro.Quindi sono contentissima di aver vissuto anche la parte locale organizzandola nella mia sede locale perché anche se è stato ancora del lavoro in più, ha dato senso a tutto quello fatto prima e quello fatto nel locale.

Ilaria P: Ad essere sinceri le mie aspettative erano poche, nel senso che speravamo più di soddisfare le loro e non abbiamo avuto modo di pensare alle nostre! A parte gli scherzi, il nostro obiettivo principale era quello di lasciare un bel ricordo, sia della città che dello scambio in generale dato che chiudevamo il percorso, speriamo davvero di esserci riusciti. Questa esperienza ci ha lasciato tanta voglia di metterci di nuovo in gioco, come Sede Locale, come gruppo di organizzatrici (e ci teniamo a precisare che Firenze ha avuto un’organizzazione solo ed esclusivamente al femminile!), e come persone singole. Perchè non si finisce mai di imparare e ogni sede, per quanto piccola, può dare del suo anche in progetti grandi come questo. Vorremmo davvero che la nostra esperienza spingesse altri a buttarsi e a raccogliere la sfida, non ne rimarrete delusi.

Carmelo Calidona

Denise Bergese

Ilaria Gambelli

Ilaria Ponziani

Stefania Panebianco