Palestre di Salute Globale

Sul numero di Salute e Sviluppo uscito nel mese di novembre compare un articolo che ci riguarda da vicino, a firma dei ragazzi del Gruppo “Palestre della rete”. Per chi non lo sapesse, la Riisg (Rete italiana per l’insegnamento della Salute Globale) rappresenta uno spazio per approfondire la discussione sulla salute oltre gli ambienti universitari, per permettere un approccio il più multi-disciplinare e olistico possibile ad essa. Così, andando a riflettere sulla salute, si sono andati a mettere in dubbio i setting formativi come quelli accademici, messi in discussione perché limitati fortemente al modello biomedico. A livello internazionale, prende sempre più piede l’idea che la formazione in salute debba passare per un processo trasformativo, che porti le persone ad essere pronte, per finalizzare il loro apprendimento, a interfacciarsi criticamente con il contesto locale e la comunità. Queste esperienze di formazione in salute cominciano a nascere in Italia e in altri Paesi e i loro frutti iniziano ad essere documentati. LabPHC-CSI cutCosì la rete, per scoprire quali sono le realtà di questo tipo in Italia, ha iniziato, attraverso il gruppo di lavoro dedicato, ad interrogarsi su come definire e poter riconoscere questi spazi. La Riisg, una volta trovato una radice comune di tutte queste esperienze, ovvero comprendere e praticare la salute al di fuori del paradigma clinico, ha avviato una mappatura delle buone pratiche, tra cui compaiono: immancabile il Labmond, l’esperienza dei ragazzi con vari background accademici dell’Università “La Sapienza” di Roma, ovvero studenti di medicina, scienze infermieristiche e scienze sociali posti di fronte alla realtà della migrazione e al processo di accoglienza sul territorio dei richiedenti asilo, oltre che il progetto di salute negli istituti penitenziari con l’associazione “Antigone” avviato a Roma.

Dato il progetto di mappatura ancora in corso, se si è a conoscenza o si è parte coinvolta in un’esperienza di Palestra di Salute Globale (riportando la definizione: tutti quei momenti di formazione che si svolgono al di fuori dell’aula universitaria, che permettono di approfondire la conoscenza del contesto in cui ci si trova, dei processi sociali che determinano lo stato di salute e malattia e delle risorse presenti nelle comunità territoriali) sarebbe importante comunicarlo via mail (globalhealth@cuamm.org o casadei.ric@gmail.com) per contribuire ad un confronto sulle riflessioni che tale pratica fa emergere. Inoltre, è importante sottolineare che la mappatura non si deve limitare solo ad una presentazione dei progetti esistenti, ma costituire un punto di riferimento, per la valutazione dell’andamento e dei risultati di questi gruppi di formazione.

Andrea Berti