World AIDS Day: l’informazione è la prima forma di prevenzione

AIDS: quattro lettere per indicare un tema che ancora oggi pochi conoscono veramente, su cui regna molta falsa informazione e sui cui ormai da alcuni anni è sceso il silenzio.Foto articolista

Il primo dicembre si svolge il World AIDS Day, un evento significativo nel calendario di chi, all’interno del Segretariato Italiano Studenti in Medicina, si occupa di salute riproduttiva, poiché ancora oggi la sindrome da immunodeficienza acquisita continua a mietere vittime.

Il 2014 è stato l’anno con il maggior numero di nuovi contagi e il trend purtroppo non dà segni di miglioramento; l’AIDS non fa più paura, ma l’educazione sessuale non viene svolta in tutti gli istituti e molti giovani non ricevono quindi le informazioni necessarie che possono aiutarli a proteggersi.

A tal proposito, si è deciso come Sede Locale di mettere alla prova le conoscenze degli studenti universitari di Novara di tutti gli indirizzi, istituendo anche uno stand informativo, dove dialogare in prima persona, rispondendo alle domande, sciogliendo i dubbi, e spiegando le nozioni base per vivere la propria sessualità con serenità e sicurezza.

Durante la giornata sono stati inoltre distribuiti profilattici e un questionario di cinque domande, rivolto in particolare al target dello studente universitario, basato su nozioni generali e non eccessivamente medico-scientifiche.

Al termine del questionario avveniva la correzione corredata da una breve spiegazione.
Le domande proposte sono state:

A) Lo scorso anno (2014) quanti sono stati i decessi in Italia collegati all’AIDS?
Domanda 1Il 57% degli studenti ha risposto correttamente.

B) Qual è la tipologia di soggetti più suscettibile a nuovi contagi?
Domanda 2Solo il 38% ha dato la risposta corretta.

C) Esistono differenze tra HIV e AIDS?
Domanda 3La risposta corretta ha superato l’80%.

D) A oggi esiste una cura per l’AIDS?
Domanda 4Anche in questo caso la maggioranza ha risposto correttamente.

E) Un sieropositivo è legalmente tenuto a riferirlo al partner?
Domanda 5La risposta corretta è stata data dal 61% degli studenti.

 

 

L’evento ha incuriosito molto gli studenti che si fermavano a lungo e si dimostravano attenti e curiosi su un tema che li riguarda in prima persona. Abbiamo avuto modo di confrontarci con oltre 360 studenti, e i risultati dei test sono stati piuttosto positivi: in tutte le domande abbiamo riscontrato oltre il 50% di risposte corrette, a volte anche l’80%.

L?unica nota dolente è stata la domanda su quale categoria sia più suscettibile a nuovi contagi (proprio i giovani) e in cui soltanto il 38% degli studenti ha saputo rispondere.

Siamo consci che la battaglia contro questo virus sia lunga e impegnativa, ma l’entusiasmo riscontrato non può far altro che riempirci di speranza e soddisfazione, ma soprattutto ci ricorda come la corretta informazione e la conoscenza siano armi fondamentali per tutelare la nostra salute.

Pietro Salmoirago