XLVII Congresso Nazionale – Modello da seguire

Il XLVII Congresso Nazionale – Sessione Autunnale si è da qualche mese concluso: vari sono stati i temi trattati, ma una riflessione ci sentiamo di farla sulla sua organizzazione. Foto Ciccio
Il Congresso appena terminato, tenutosi a Rimini, è stato organizzato dalle quattro Sedi emiliane: Parma, Bologna, Ferrara e Modena. Rilevante è il fatto che quattro Sedi Locali abbiano cooperato per realizzare un evento di fondamentale importanza per l’intera Associazione.
Se un precedente Congresso, tenuto a Roma ed organizzato dalle Sedi Locali romane può essere considerato il primo in cooperazione con più Sedi, quello di Rimini è sicuramente il primo Congresso regionale.
L’idea, nata dalla Sede Locale di Parma, ha trovato terreno fertile nelle altre Sedi emiliane che hanno capito che era il momento giusto per organizzare un evento di questa portata, sia a livello di disponibilità economica che in termini di gruppo di lavoro. Ogni Incaricato sa riconoscere lo stato di salute della propria Sede Locale, il momento giusto per mettersi in gioco, al servizio dell’Associazione tutta.
Il Congresso è una grande occasione di lancio per la Sede Locale organizzatrice che mostra all’interFoto Federicoa Associazione il proprio modo di lavorare, di disporre le risorse, per dare vita all’evento che è il cardine dell’Associazione. Un Evento Nazionale è un grande impegno che rischia di schiacciare una Sede, se questa non è adeguatamente preparata a sostenerlo.
La crescita dell’Associazione sul piano nazionale, l’assunzione di salde politiche su finanziamenti e sostenibilità ed il contesto universitario sempre più in crisi, rendono sempre più ardua, di anno in anno, l’organizzazione del Congresso.
Dalle Sedi emiliane arriva, in questo senso, uno stimolo per superare queste difficoltà.
A Gennaio 2015, in occasione della prima riunione del neo eletto TO, la Sede di Parma, con l’idea di organizzare la successiva Seduta Autunnale del Congresso, ha chiamato a raccolta nel suo capoluogo gli Incaricati dalle altre tre Sedi della regione.
Le ragioni sono quelle che si evidenziano da queste poche righe e che mettono a tutti in mano un concetto importante: lavorare con altre Sedi può rendere l’organizzazione più complicata, ma allo stesso tempo moltiplicherà il bagaglio di possibilità, di idee, di contatti, ma soprattutto di soddisfazione.
Nasce in questo modo il Congresso dell’Emilia Romagna.
Quattro Sedi, già in buoni rapporti e con altri piccoli progetti in cooperazione alle spalle, accettano questa sfida per far crescere il loro legame, consapevoli di poter fare, insieme, un lavoro straordinario; quattro Commissioni Locali che si confrontano possono mettere in gioco idee e risorse sorprendenti.
Dopo l’accordo fra le Sedi, fondamentale è stata l’assegnazione dei ruoli e la creazione dei gruppi di lavoro. Importante è stata la valorizzazione dell’eterogeneità, attraverso un iniziale lavoro di “ideazione e condivisione” su tutti i grandi temi della gestione congressuale (fundraising, social program, merchandising ecc.), per una raccolta dati che permettesse di capire cosa fare e con chi interfacciarsi.
Se il processo di ideazione non soffre le distanze e anzi si alimenta di differenze, la realizzazione ha bisogno di un gruppo compatto e rodato capace di attuare ciò che si è ideato: ogni Sede Locale decide di assumere un compito, con obiettivi chiari e piena fiducia dalle altre Sedi.
Anche se a primo impatto sembra portare ad una frammentazione, questo lavoro rafforza il legame fra le Sedi: il dialogo rimane infatti sempre aperto e produttivo grazie a figure come l’OC Coordinator o l’Amministratore che connettono tutti i responsabili dei gruppi di lavoro, facilitando la comunicazione.
In questo modo, si amplia il bacino di conoscenze utili e si responsabilizzano tutte le Sedi.
Questo spirito di cooperazione, che ha portato all’ottima riuscita dell’ultimo Congresso, deve animare tutti i Soci della nostra Associazione. Solo attraverso il gioco di squadra, non attraverso il singolo, si possono portare avanti idee, progetti ed eventi che mirano a far conoscere il SISM non solo all’interno delle singole università, ma anche al di fuori di esse.
Come scrive Federico Ruoli, OC Coordinator di Rimini, “Provateci, senza paura. Buttatevi in questa avventura di condivisione, valorizzando il vero grande tesoro di questa Associazione: i Soci che ne fanno parte, uniti nelle loro diversità”.12194549_940387846000483_5755200228231329501_o

Francesco Valente
Federico Ruoli