Il Clown Non è mai solo: essere dottori clown!

Dicono che il primo giorno non si scorda mai!

Danilo SozziValeria GrimaldiEffettivamente è così, perché è stato solo l’inizio. Una ragazza, io, insieme a tante altre. Pochi ragazzi in una stanza, tutti con le nostre vite che ancora non lo sapevamo ma spontaneamente si sarebbero cominciate ad intrecciare, e questo in soli tre giorni…

È il 29 novembre 2015. Inizia il corso di formazione della Clown Therapy con il progetto Smile-X – quello che ci farà uscire con il naso rosso e il cuore più grande, con la scritta Dottor Clown e il nostro nome indelebili, nei nostri camici e nei nostri ricordi.

“Uff, che nervoso, speriamo non ci siano solo ragazze – ma anche se così fosse tanto meglio, saranno pur sempre nuove amiche! Ma a che ora comincia? Non c’è nessuno ancora. Avrò sbagliato posto? Miseriaccia!”

clown 2“Sono le 8:30, ma dove sono tutti? Ecco una prima macchina: tutte ragazze. Ma ancora è solo la prima ondata; ecco la seconda: sempre ragazze. In tutto dovremmo essere in 30, siamo già arrivati a 28 e non c’è l’ombra di un ragazzo, che imbarazzo! Sono arrivati gli ultimi due, ancora ragazze. Ma che fanno le coordinatrici, ballano? Stanno chiamando uno ad uno per ballare, io non voglio ballare, lasciatemi stare sdraiato su questo pavimento congelato, sto benissimo qui, siamo solamente a Novembre. Ti prego, no, non voglio ballare! Ti prego, no!

Ma alla fine dei conti, un ragazzo c’era: Danilo, poverino, unico presente oltre al papà coordinatore Pingu. Vi sembra preoccupato? Aspettate di arrivare alla fine della storia…”

Dai Danilo, va’! Continua tu il racconto!”

“Presi Vale per mano e la portai a ballare insieme alle altre tre coordinatrici e le 29 ragazze che, insieme a noi, hanno costituito la “Famiglia Sappo”. La mia era una guerra tra la voglia di fare bene e la voglia di trasformare una qualsiasi di quelle persone in un compagno di viaggio, un confidente.
Cominciammo a ballare, mi sciolsi un po’. I coordinatori erano molto bravi a far sentire a proprio agio, sembravano come se fossero di quegli amici che conosci da una vita intera; mi sbloccai. Ci presentammo, cominciammo a parlare ognuno delle nostre vite e a raccontare un poco di noi attraverso le varie attività proposte, a volte anche senza che l’esercizio lo richiedesse: stava diventando tutto così spontaneo! Cominciai a stringere amicizia con tutte le ragazze del gruppo, cominciammo a parlare più di noi, a metterci in gioco con la persona che avevamo di fronte, a fidarci l’uno dell’altro…”

clown 1“Ecco, per l’appunto: fiducia. Solitamente si dice che serve tempo per costruirla, e probabilmente è così – e magari noi siamo stati solo agevolati dal fatto che il nostro, di tempo, l’abbiamo concentrato tutto in poche ore una di seguito all’altra – però, che vi posso dire, è troppo riduttivo dirlo così. Troppo semplice. In quella stanza è successo che 30 nuovi ragazzi e 4 coordinatori sono riusciti a fare quadrato, con gli angoli e gli spigoli, ad occhi chiusi. Hanno cominciato a scoprirsi gruppo, non solo compagni, non solo clown. Le attività sono state tutte diversissime: alcune ci hanno fatto ridere, altre piangere, altre ci hanno scavato dentro, che forse nemmeno noi stessi sapevamo come o quanto potevamo riuscire ad andare a fondo. Un pupazzo, un tatuaggio, un libro, un cd: significati nascosti, pezzi delle nostre storie racchiuse in un cerchio fatto solo di noi, mani e piedi su un pavimento gelido (ma veramente gelido!), che però nonostante tutto non ci ha mai impedito di sentirci in un posto sicuro.”

“Infatti, Vale! Qualche attività cominciò a mettere in mostra il lato più nascosto di noi, e li cominciai a realizzare cosa stava succedendo in ognuno di noi in maniera così istintiva: fra lacrime e risate stavamo donando agli altri una piccola parte di noi, ci stavamo buttando a capofitto con delle persone che a malapena conoscevamo. Fra un palloncino e l’altro un senso di gratitudine cresceva in me mentre realizzavo: come possono delle persone così diverse da me donarmi loro stesse in così poco tempo e in maniera così genuina?

“Quanto hai ragione, Danì, quanto… e insomma, le ore correvano, le attività si facevano sempre più intense, la musica, gli occhi chiusi e le mani che si guidano a vicenda. Poi, le spalle, e quindi anche solo un dito. Nessuno scontro. Nessun intoppo: Solo armonia. Il tempo passava e già pensavamo alla fine, vero Danilo?”

“Verissimo. Mancavano poche ore alla fine del corso, non mi sembrava vero: era diventato così familiare ballare, ridere e condividere che credevo non mi sarebbe bastato vedere tutti quegli amici solo un giovedì a settimana fra i reparti del policlinico!”

“Ma poi arrivò: la “fine”; e queste virgolette sono importanti. Perché sì, era la fine del corso di formazione, ma anche solo il punto di inizio di un percorso di cui ancora, per fortuna, non si vede altro che un orizzonte infinito, pieno di esperienze, palloncini, e di storie da raccontare!”

“Eh sì, Vale. Fra pianti e abbracci ci salutammo tutti, tristi all’idea che avremmo passato meno tempo insieme a raccontarci e a viverci, ma felici perché avevamo trovato nuovi amici e nuovi confidenti con i quali condividere il nostro percorso. Il corso per dottor clown non mi ha insegnato soltanto a fare qualche palloncino e a fare qualche ballo buffo, ma molto di più: mi ha insegnato a non giudicare mai una persona prima di conoscerla, a fidarmi degli altri e, soprattutto, a sapere ascoltare chi ho di fronte.

Il clown non è mai solo: questa è la prima cosa che ci hanno insegnato.

clown 3Come detto in questo articolo, io e Danilo siamo stati insieme; e insieme a noi tutte le 30 ragazze di quei tre giorni di formazione, tutti i coordinatori, tutti i clown degli anni passati che ci stanno guidando nel nostro percorso.

Poi, il futuro: tutti i gruppi per il servizio che si formeranno da qui in avanti, sempre nuovi, sempre diversi, per scoprirsi ancora di più!

Uniti. Ogni singolo giovedì. Per donare un sorriso a un bambino.

Che, inconsapevolmente, ce lo dona a sua volta.

“Ridere non è solo contagioso, è anche la miglior medicina”
Patch Adams

                                                                                                                                        Danilo Sozzi
Valeria Grimaldi