Corruzione, questa sconosciuta

10408731_965113530181791_5480196714057823698_n10953446_10206050179958063_543781549733377811_nLa corruzione è causa di notevoli problemi di carattere politico, sociale ed economico: lede la giustizia sociale e lo Stato di diritto, mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nei processi democratici e, nel solo ambito dell’acquisto di beni e servizi per il Sistema Sanitario Nazionale, causa un aumento di spesa pari al 5,59% della spesa sanitari a totale (circa 6 miliardi).

La Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia ha analizzato le procedure delle gare di appalto e osservato che possono essere corrotte a più livelli. Durante la fase di aggiudicazione dell’appalto per una fornitura (ad esempio sanitaria), possono essere messi in atto meccanismi per favorire un concorrente particolare,  come il rendere eccessivamente restrittivi i criteri per vincere la gara,  in modo che solo il concorrente “pre-scelto” sia in grado di soddisfarli.

In alcuni casi, la procedura di gara ad evidenza pubblica è omessa e si ricorre a forme di trattativa privata diretta. In Italia il ricorso a queste procedure negoziate, soprattutto senza pubblicazione del bando, è molto più frequente della media UE.

Anche nella fase di esecuzione del contratto alcuni fornitori possono essere agevolati a discapito di altri. Questo avviene attraverso la mancanza di controlli sulla correttezza della loro prestazione, con fatturazioni plurime, con la tempestività nel loro pagamento e ritardo sistematico del pagamento di altri, o attraverso il ricorso frequente a transazioni che avvantaggiano notevolmente il fornitore privato. È  venuto alla luce con le indagini di Mafia Capitale come certe aziende avessero il monopolio di alcuni servizi, come la Kemihospital, che si è assicurata un appalto presso la Asl Rm E dal 1999 al 2009 e lo ha mantenuto fino al 2013 grazie alla prassi dei rinnovi d’urgenza, che vengono utilizzati per prolungare il contratto senza effettuare gare. (Fonte: “La Repubblica” 4/06/2015)

Ma cosa rende la sanità così permeabile alla corruzione e alla frode?

“Nella sanità ci sono tutti i germi che favoriscono la corruzione: molte voci di spesa, molto denaro pubblico, un gran numero di appalti, con numerosi stazioni appaltanti.” Raffaele Cantone

Ci sono fattori facilitanti che aumentano i benefici e riducono i rischi per il corruttore. I più generali sono l’incertezza e la debolezza del quadro normativo, ci sono poi fattori più specifici legati all’offerta e alla domanda sanitaria.

Questi fattori di rischio possono essere suddivisi in Opportunità e Vulnerabilità, in base al tipo di intervento che è necessario per ridurli.

Le opportunità sono quei fattori che richiedono un cambiamento, e sono: l’incertezza e la debolezza del quadro normativo; la complessità organizzativa; l’asimmetria informativa tra le aziende del settore, il Sistema Sanitario Nazionale e i pazienti; la crescita della sanità privata.

Le vulnerabilità invece sono quei fattori per cui sarebbe sufficiente realizzare, o ripristinare quanto previsto dalle norme esistenti, e sono: la forte ingerenza della politica; il basso senso civico e la deresponsabilizzazione dei soggetti coinvolti, fra cui il personale pubblico; l’inefficacia dei controlli; l’assenza di trasparenza nell’uso delle risorse.

Il nostro impegno, come studentesse e studenti di medicina, non può probabilmente incidere molto su quei fattori che richiedono un cambiamento reale. Non perdendo mai di vista l’etica e il nostro senso di responsabilità, possiamo però, nel quotidiano, cercare di rendere il nostro Sistema Sanitario Nazionale un po’ meno vulnerabile.

“Prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combattere la mafia che c’è nel giro dei tuoi amici, la mafia siamo noi ed il nostro modo sbagliato di comportarsi” Rita Atria

Si può curare la corruzione? Il 6 Aprile, in occasione della prima Giornata Nazionale contro la Corruzione in Sanità ci siamo chiesti questo. Mentre a Roma veniva presentato il progetto “Curiamo la Corruzione” (www.curiamolacorruzione.it), alla presenza del ministro della Salute Beatrice Lorenzin e del presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone, per illustrare gli allarmanti dati raccolti (gli sprechi in Sanità costano almeno un miliardo di euro!) e per proporre soluzioni, come l’adeguata formazione di dirigenti e operatori e un aumento della digitalizzazione, noi c’eravamo. Chi tra i ragazzi a Roma e il Presidente SISM in sede congressuale, chi negli ospedali di tutta Italia: ci siamo mostrati tutti pronti a mettere il nostro mattoncino contro la corruzione e a metterci la faccia, a chiedere a tutti di mettercela, perché un passo fondamentale è aumentare la responsabilità individuale e collettiva nella sanità attraverso la comunicazione e la sensibilizzazione.

Per corruzione però non possiamo intendere soltanto “l’utilizzo del potere a fini personali”, ma dobbiamo tornare al significato latino di corruptio, “alterazione degenerativa”: non basta per capire la corruzione pensare alla tangente, perché corruzione sono gli sprechi, il nepotismo, la mortificazione delle competenze professionali, le manipolazioni di gare d’appalto e concorsi, le scelte che penalizzano l’ambiente e favoriscono la diffusione di malattie nei territori compromessi. Solo così possiamo capire il vero della corruzione, che è ben più di un miliardo di euro.

Questo articolo è dedicato a Maria Vallone

Giulia Panfili

Virginia Casigliani