Dedicato a Maria
11 May 2016

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Dedicato a Maria

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525,600 minutes!
525,600 journeys to plan.
525,600 minutes
how do you measure the life of a woman or man?

In truths that she learned,
or in times that he cried.
In bridges he burned,
or the way that she died.

It’s time now to sing out,
though the story never ends
let’s celebrate
remember a year in the life of friends?

 

Le persone non vanno mai via davvero. Maria è qui con noi; ogni cosa che ci circonda è pervasa dal suo ricordo…e lo sarà ancora a lungo!

Si può scegliere il modo di raccontare, ricordare e commemorare un’amica. Si potrebbe dire che Maria era l’amica solare, la ragazza diligente e attiva nel sociale.
Ma basta davvero questo?

Maria è la ragazza delle battaglie, passionale ed emotiva, che dava tutto per un amico; quella con un piccolo cagnolino che assomigliava ad un piccolo mocio; quella delle foto buffe; della peer education e dei preservativi lanciati agli apericena; la ragazza con cui fare le più grosse litigate e con cui ridere fino alle lacrime.
Ogni volta che pensiamo a lei scoppiamo a ridere, perché in ogni istante ci ha regalato sorrisi e risate; intensa, imprevedibile, coinvolgente come un uragano o una tempesta.

Era quella dell’ “ho un’idea”, quella del “troppo entusiasmo”, che organizzava un progetto a Catanzaro e credeva davvero di poter cambiare il mondo. E noi pensavamo che esagerasse, ma poi iniziavamo anche noi a crederci e quella sua pazzia è riuscita a cambiare davvero qualcosa.

Per coloro che conoscevano Maria, ora l’unica cosa da fare è sperare che abbia trovato finalmente la pace.
Per coloro che non conoscevano il suo dolore, ricordatela per quello che era, per la sua vitalità, non per la malattia che l’ha consumata e portata via.

Lei non è stata debole, è stata fortissima, maledettamente forte, fin troppo. Purtroppo non riusciva a vedere il suo valore, la sua ricchezza, quello che dava.
Tutta la sua bellezza rimaneva solo a noi e provavamo a farglielo vedere attraverso i nostri occhi; abbiamo provato e nonostante tutto continueremo a ricordarglielo e ricordarlo.

È rimasto in noi davvero qualcosa di bello e importante che col tempo spazzerà via il dolore, dal momento che è impossibile sentire mancanze del genere se rimane tutto nella mente. Il nostro affetto per lei riesce a superare qualsiasi brutto pensiero.
Se ci lasciassimo distruggere dal dolore e se l’unico pensiero fosse  “come sarebbe stato se…”, allora non le sarebbe resa giustizia.

Non si vive per sempre, ma è il ricordo di chi vive che rende immortali.

La renderemo immortale con le sue stesse parole:

<< Un giorno qualcuno mi disse “vai e torna peer educator”. E da lì qualcosa (tutto) cambiò…
Da quel giorno ho avuto l’impressione di essermi risvegliata da un torpore esistenziale. Non sapevo che il mondo potesse offrire così tanto. C’è un qualcosa che le persone a cui ho provato a raccontare tutto questo sono riusciti a captare: il profondo cambiamento ed il senso di pace e soprattutto di forza che mi sono portata a casa da queste esperienze.

Sono cresciuta seduta a terra; sono cresciuta applaudendo in LIS; sono cresciuta ridendo a crepapelle; sono cresciuta con i team building che mi avvicinavano in maniera discreta a quelle persone sconosciute, che da lì a poco sarebbero stati i “custodi” della parte di me che non avrei mai avuto il coraggio di tirar fuori in altri contesti; sono cresciuta con quelle attività che mi hanno permesso di scavarmi a fondo, per conoscermi, per affrontarmi, mi sono fatta distruggere e ricostruire, sono stata svuotata e riempita.

Sono uscita da quel piccolo mondo del TIPE dove l’energia è concentrata in pochi metri quadri ed ho realizzato che nella realtà tutta questa energia rimane solo dentro di noi, e siamo noi a doverla espandere a tutto il resto. E come farlo? Mantenendo sempre vive quelle sensazioni che ci siamo portati dentro già dalle prime ore successive a certi eventi, insieme alla nostalgia ed alla profonda voglia di ritornare in quella bolla magica, dove tutto è concesso, dove tutto è possibile.

Allora si ritorna a casa, avendo guadagnato qualcosa di prezioso: il calore di persone “sconosciute”, ma estremamente intime, spogliate da ogni paura e debolezza, le lacrime che bagnano le spalle e la schiena di chi ti ha regalato le sue braccia e la sua stretta. “Tu prova ad avere un mondo nel cuore e non riesci ad esprimerlo con le parole”

Ed è così ogni volta, per ogni evento, per ogni “peer education world” di cui ho fatto parte: mi ritrovo con così tanta energia positiva che non riesco a star ferma, né con la mente, né col corpo. Mi viene da abbracciare sconosciuti senza un particolare motivo, solo per la sensazione di bellezza, gioia e pienezza che ti lascia “quest’isola che c’è”.

Io mi sono innamorata di voi/noi. L’espressione include tutto, la felicità nel sentirci, la misantropia verso chi non è come noi, la forza figlia di quella esperienza che spinge a cambiare il mondo.

L’entusiasmo è come il vento, non lo si può controllare: si spande, travolge, anima. È energia cosmica. Io mi auguro che ogni percorso di peer education intrapreso possa esserne colmo, vorrei mantenere viva quella forza e quell’energia che ti carica durante questi eventi e non lasciarla affievolire sepolta da macerie lasciate da piccoli problemi quotidiani.

Ho scoperto giorno dopo giorno che la peer education è il mio modo di stare al mondo. Respiro educazione non formale ovunque, vorrei peer educare il bambino bulletto sul treno, colleghi che non applicano la sospensione del giudizio… insomma chiunque!

Seconda stella a destra
questo è il cammino
e poi dritti fino al mattino
poi la strada la trovi da te,
porta all’isola che non c’è.
Sono d’accordo con voi,
niente giudicati e giudicanti,
ma che razza di isola è?
Niente taboo e pudore,
solo una magica bolla di sani valori
forse è proprio l’isola che non c’è
…che non c’è. >>

Non esistono foto, video o altri oggetti che possano sostituire gli insegnamenti, la forza e la vita che una persona ti dona ogni giorno. Finché riusciremo ad amare noi stessi, ad amare la parte di noi stessi che conserva ciò che lei ci ha donato, ameremo pure lei.

Era una fiamma ardente, una fiamma che non si spegnerà mai e che porteremo con noi.
Lei è ancora qui con noi, lo sarà a lungo. E noi abbiamo il dovere di non dimenticarla mai.

SISM Catanzaro