Quanto può un Meeting Nazionale Smile-X cambiarti la vita?

AutriceOggi dovrei studiare ma non mi va proprio, quindi ho deciso di scrivere poche parole per parlare di un evento che vorrei potesse avere più visibilità, un evento che ha cambiato la vita a ventotto persone – cosa di cui sono certa, perché queste ventotto persone oggi fanno parte di una famiglia, la Famiglia Sappo, che raccoglie i suoi fratellini e sorelline (ma soprattutto i suoi neuroni) da Verona a Catania, da Siena a Catanzaro, da Modena a Roma, insomma da nord a sud da est ad ovest!

Parlerò della mia esperienza, ma sono sicura di poter parlare a nome di tutti. Ho applicato al meeting nazionale in un afoso giorno di Agosto: erano da poco iniziate le vacanze ma, nonostante il caldo, la pioggia non permetteva di andare al mare. Ho letto l’email con l’application form e ho subito pensato che non avrei potuto non applicare! Subito mi sono venute in mente le parole degli angeli – i miei angeli – che mi hanno portato nel mondo dello Smile-X e che ogni volta mi ripetevano: “Semmai organizzassero un Meeting nazionale, tu non ci pensare due volte e vai, succeda quel che succeda, non te lo perdere per nulla al mondo.” Grazie a questi consigli e grazie ai miei genitori che mi hanno spinto ad applicare, nonostante il periodo dell’anno non fosse dei migliori, ho mandato l’email. Ho risposto a tutte le domande in pochissimo tempo, mandato e incrociato le dita nell’attesa della risposta, e aspettato venti lunghissimi giorni.

Ma quei venti lunghissimi giorni sono passati,  e non solo son stata selezionata: non avrei intrapreso la mia avventura da sola, ma insieme ad altri quattro nasini rossi della mia Sede Locale: Modena avrebbe invaso Messina da lì a due mesi. Il tempo è passato in fretta e da agosto si è arrivati a ottobre. Ci sono state moltissime peripezie per organizzare il viaggio: biglietti con nomi sbagliati, treni e aerei che non riuscivamo a far coincidere… ma la voglia di partecipare era tantissima e finalmente siamo arrivati in quella magica terra che è la Sicilia! E se già la adoravo, dopo questa esperienza ho seriamente pensato di rimanerci a vita! L’Organising Committee è stato fantastico: oltre a trattarci da veri ospiti non ci ha mai fatto sentire degli intrusi, hanno pensato a tutto e non abbiamo sentito la mancanza di nulla, anzi, so per certo che non ero l’unica che sarebbe rimasta con molto piacere a Messina per più di quei quattro giorni di Meeting! Giorni che sono volati, con una vista mozzafiato sullo stretto e un clima di serenità e fratellanza che non avevo mai avvertito prima.

Da Modena, con me, sono partiti altri quattro ragazzi, e con loro (Andrea, Elena, Flavia e Giovanni) ho davvero condiviso tutte le ansie prima della partenza e tutti gli sfoghi malinconici post-meeting, che vi assicuro non sono stati pochi! Abbiamo rafforzato notevolmente il nostro legame e sappiamo che ognuno può contare sull’altro. La cosa più straordinaria però è stata che durante l’evento ognuno di noi ha avuto modo di conoscere meglio gli altri e non ci siamo mai isolati dal resto del gruppo, come spesso succede in queste situazioni: ci siamo donati agli altri e ognuno ha stretto i propri legami, certi poi che avremmo avuto il tempo di condividere l’esperienza al nostro rientro!

Sebbene io mi sia ovviamente trovata di più con qualcuno in particolare, mi sento legata ad ogni membro della famiglia Sappo e, per questo, ho deciso di volerli nominare qui ad uno ad uno… ma l’ordine non conterà, perché hanno davvero tutti un posto speciale nel mio cuoricino e sono sicura che da lì non usciranno più! Vi parlerò di loro nell’ordine in cui li ho conosciuti:FOTO MEETING MESSINA 1

La prima persona con cui ho parlato è stata Noemi, dire che è stata sintonia a prima volta sembra scontato, ma è proprio così! Ci siamo sedute vicino e abbiamo cominciato a parlare, parlare, parlare e di lei non dimenticherò mai il suo sguardo, che ogni tanto mi torna in mente e mi dà la forza di affrontare molte situazioni, e che ha dato risposta ad una domanda che mi facevo da troppo tempo.

La seconda persona che ho notato è stata Andrea M.. Lui aveva un abbraccio pronto per chiunque, se ti avvicinavi a lui era impossibile non finire tra le sue braccia e io che sono un po’ diffidente ci ho messo un po’ a farmi abbracciare… eppure, dopo averlo fatto, ho sentito che è nato un legame speciale e ad oggi so che ogni tanto avrei proprio bisogno di riprovare quella sensazione…, per fortuna non è troppo lontano e ogni tanto riusciamo a vederci!

Veniamo ai miei compagni di stanza… Luca – lui dormiva nel letto a castello sopra di me – arrivava sempre per ultimo a dormire, ma in meno di 30 secondi sprofondava nel sonno più profondo e la mattina per svegliarlo di voleva sempre un po’ più degli altri. Lui è diventato il secondo “abbracciatore” ufficiale: mi ricordo benissimo una scena nella quale eravamo sdraiati a terra e con le sue braccia riusciva ad abbracciare contemporaneamente tutti! Poi c’è Gloria, mamma Gloria, che è arrivata e ha subito sistemato il letto, la valigia, ha messo tutto in ordine. La prendevo sempre in giro per il suo quasi disturbo ossessivo-compulsivo, ma mi giurava fosse perché altrimenti l’avremmo buttata fuori dalla stanza. Nel letto sopra Gloria dormiva Chiara L., una ragazza molto alta e molto timida, che mi ha fatto emozionare quando mi ha confidato di essersi preoccupata perché non mi aveva più vista, una sera che ero andata a far la doccia in un bagno diverso da quello usato altre volte. Dovete sapere che la lotta per il bagno, quella sì, c’è stata tutti i giorni! Farsi la doccia in orari accettabili era come conquistare la cima dell’Everest e ognuno cercava un bagno libero appena poteva – ricordo ancora quando ci siamo lavati i denti in sei in un bagno e quattro di noi avevano finito per lavarli nella vasca! Infine Marco, Leoncino, il mio secret friend –che ho un po’ amato e un po’ odiato, perché su alcune cose proprio non ce la facevamo ad andare d’accordo – io su un binario e lui sull’altro – ma alla fine c’è stato un abbraccio che significava stima reciproca che è valso molto più di tante parole.

Adesso è il momento di Ambra, l’ansia in persona , la ragazza che poi è diventata un unicorno… e mi piace ricordarla così! Io e lei siamo partite da Roma con aerei diversi ma alla stessa ora, ci siamo tenute in contatto per tutto il tragitto per non essere sole al nostro arrivo, ma poi lei è finita all’aeroporto di Comiso a causa di una alluvione e ci siamo ritrovate solo alla struttura – è stato comico: chilometri e chilometri di conversazione per mettersi d’accordo e poi non trovarsi –  ma abbiamo recuperato il tempo quando è arrivata tra tutti noi, dopo un viaggio allucinante e davvero distrutta. Ambra è una persona davvero divertente e piena di energia, come ho potuto capire in un weekend di formazione che abbiamo tenuto insieme a Torino, dove è stata un punto di riferimento importante e ha dato la carica di cui avevo bisogno nei momenti di stanchezza.

La pazzia di Ambra però non supera quella di Marianna e Valeria: prendi due “polentone”, trapiantale a Roma e ne esce un mix perfetto, fatto di entusiasmo, gioia, risate e tutto ciò che di positivo ci possa essere. Loro erano sempre lì con la battuta pronta, colmando il silenzio e coinvolgendo tutti, a sdrammatizzare i momenti più difficili e ad animare il gruppo quando i crampi della fame misti al sonno arretrato non ti permettevano neanche di parlare.

Ma da Roma c’era anche qualcun altro, una piccola principessina di nome Anna. In realtà Anna è una guerriera, perché si sta battendo per lo Smile-X nella sua Sede Locale come pochi farebbero. Una piccola battaglia l’ha già vinta e presto tutto andrà meglio! Lei mi ha detto che mi avrebbe voluto come angelo al suo primo servizio e io che dopo tanti anni mi ritrovo ancora in ansia quando qualcuno di nuovo varca i corridoi del reparto, mi sono sentita davvero gratificata da questa rivelazione. Spero che un giorno riusciremo ad andare a servizio insieme e saremo ognuna l’angelo dell’altra.

MEETING 4Un’altra persona silenziosa, che scrutava un po’ tutti e poi si avvicinava con delle parole dolcissime e piene di voglia di fare, voglia di crescere e di migliorarsi, è Lavinia. Anche lei era timida e non parlava spesso davanti a tutti, ma nei momenti in cui ci fermavamo e potevamo scambiare delle chiacchiere era bello confrontarsi sulle emozioni provate durante l’esercizio. Fortunatamente ho rivisto anche lei poco tempo fa ed è stato come se non fosse passato neanche un giorno, abbiamo continuato a chiacchierare, a confrontarci e a migliorarci. Sono sicura che a Pisa c’è un gruppo fantastico, grazie a lei e agli altri clown!

Veniamo ora alla ciurma catanese: Cannella, Pantoufle, Molletta e Pallina. Loro erano un’altra famiglia numerosa in quel di Messina, ma come noi si sono integrati benissimo con tutti! Li ho adorati nel Social Program, con le loro  maschere da far invidia; si vedeva come fossero molto affiatati e quanto impegno ci mettono per portare avanti il progetto! Ci hanno raccontato moltissimo dei loro servizi in Pediatria e mi hanno dato la carica per continuare a lottare e per avere il servizio a Pediatria anche qui a Modena. Oggi la battaglia è stata vinta e devo dire grazie a loro che mi hanno dato la spinta per continuare ad insistere, mi hanno fatto capire che ne sarebbe valsa la pena. Oggi posso dire che è davvero così!

Poi ci sono le tre dolcissime messinesi, Momo, Sofia e Cristiana, che nonostante fossero a casa loro e conoscevano tutto l’OC non si sono mai separate da noi, ci hanno sempre fatto sentire parte della famiglia messinese e ci hanno aperto le porte di casa accogliendoci come se ci conoscessimo da sempre. Ho davvero apprezzato la loro dolcezza e l’attenzione che hanno messo nel controllare che sempre tutto andasse per il verso giusto, sono state un tramite perfetto!

Ora non posso non parlare delle formatrici! Ma prometto che sarò breve, perché altrimenti nessuno finirebbe di leggere, ma se siete arrivati fin qui non potete perdervi questa parte.

EleBoss è la prima di cui parlo… solo perché so che si arrabbierà quando leggerà! Lei ha organizzato l’evento, ha messo insieme tutto questo e ha avuto la forza di gestire tutto e tutti, io l’ho stressata davvero tanto e pensavo che quando ci saremmo viste mi avrebbe detto che ero stata davvero insopportabile. Invece appena arrivata, aspettandomi uno sguardo in cagnesco, mi son trovata davanti una ragazza-pazza che mi è saltata addosso stritolandomi e dicendomi “finalmente ci vediamo dal vivo!”. Da quel momento non ho avuto più dubbi, tutte le paranoie sono sparite e ho capito che per una volta ero nel posto giusto al momento giusto. È stata impeccabile, seria durante le attività e la prima a divertirsi nelle pause, i cori a pranzo e a cena partivano sempre da lei e appena qualcuno aveva bisogno di un abbraccio bastava incrociare il suo sguardo e lei arrivava. Da quel giorno ci sentiamo più o meno tutti i giorni, non ho smesso di stressarla e ogni tanto mi sento in colpa, ma non ne posso fare a meno!

Laura, che dire… se non fosse stato per lei io non ci sarei stata… quindi semplicemente GRAZIE! Grazie perché le parole sarebbero superflue, ma vi assicuro che non sono stati giorni facili per lei e nonostante questo ce l’ha messa tutta e ha trasmesso a tutti la sua passione, ha condiviso tanto con noi ed era sempre lei che iniziava a lasciar uscire i lacrimoni, sebbene noi non ci mettessimo poi tanto ad accompagnarla, commossi.

Maria Rita! Anche se ho già parlato di abbracci tornerò a farlo ed è inevitabile. Credo di non aver mai abbracciato una persona per così tanto tempo come ho fatto con lei. Era appena finito un esercizio ed era stato molto forte, ma in quel momento io ero felice e volevo ringraziare chi aveva risvegliato quelle sensazioni in me: lei aveva condotto l’esercizio e solo con lei potevo condividere questa felicità. L’abbraccio non so quanto sia durato esattamente, ma so che è stato il gesto più naturale del mondo e so che hanno dovuto letteralmente staccarci, perché non so per quanto saremmo andate avanti.

Ho finito il racconto. Vi ho parlato di persone, ma soprattutto di emozioni. Il Meeting ti fa vivere delle emozioni che è difficile provare tutti i giorni… o forse le proviamo ma non ci facciamo caso. Ti fa conoscere te stesso e ti trasmette una carica pazzesca, giusta per affrontare un anno di lezioni ed esami; e ti regala una famiglia, con cui condividere, a cui raccontare tutto senza essere giudicati  una famiglia che se anche non senti tutti i giorni, che se anche non vedi per mesi, sai che c’è e che quando rivedrai sarà come non essersi mai persi di vista. Non scorderò mai la scena di noi sdraiati al buio a guardar le stelle e cantare a squarciagola e non scorderò mai tutti quegli abbracci spontanei, veri, non chiesti, ma ricevuti come se fossero la cosa più naturale del mondo. Consiglio a tutti i nasini rossi e a chiunque voglia avvicinarsi a questo mondo di provare questa esperienza, perché davvero cambierà la vostra vita!MEETING 3A

Marella Reale