SU4UR

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Siamo Gianluca Fevola ed Annachiara Ruggeri della verdissima (e purtroppo per Gianlu vegetarianissima) SCORP di Napoli Federico II, in questo Luglio pieno di stress vorremmo parlarvi di un progetto che ci sta particolarmente a cuore: Stand up 4 your Rights.

Si tratta di un nuovo progetto che vuole portare le tematiche dei diritti umani nei licei; prima di iniziare però vogliamo ringraziare subito Egidio Candela di Roma La Sapienza per aver partecipato con noi a questa pazza avventura!

“Stand up 4 your Rights” è nato per dare ai ragazzi dei licei uno spazio in cui confrontarsi e ragionare su delle tematiche che, essendo al di fuori dei programmi curriculari, sono spesso poco trattate a scuola. Il progetto ha, infatti, lo scopo principale di avvicinare i ragazzi al concetto di diritti umani, facendo comprendere anche la vastità di tale argomento e le connessioni che intercorrono fra essi.

“Stand up”, come lo chiamano gli amici, si articola in tre giornate e ciascuna ha un suo argomento principale: storia dei diritti umani/situazione internazionale, diritto alla salute/diritto alla cura, salute globale/salute del globo. In ogni incontro si alternano momenti di spiegazione frontale, necessaria per comprendere l’argomento e momenti di attività che rendono più facile la riflessione e la memorizzazione degli argomenti. Il nostro compito è stato quello di presentare il tema e di moderare le attività ed i dibattiti.

  • Da che punto e che motivazioni siete partiti per costruire un progetto del genere?

L’idea è nata durante il nostro primo congresso, quello di Chianciano. Ci sembrava di essere entrati in un mondo parallelo dove, a parte il disagio, si condividevano l’entusiasmo e l’interesse per tantissimi argomenti. Una volta a casa, il disagio e la fantomatica sindrome da post-congresso ci hanno fatto saltare in mente una domanda: come sarebbe stato poter partecipare ad un Congresso prima di entrare all’Università? Non abbiamo trovato una risposta precisa, ma se avessimo avuto la possibilità di affacciarci ai temi della SCORP molto prima sarebbe stato stupendo. Così abbiamo pensato di portare un po’ di spirito SISMico anche a chi sta per entrare nel mondo universitario, nella speranza di aiutare i ragazzi non solo a districarsi tra questi difficili argomenti ma anche a trovare un sentiero sull’impervia strada della consapevolezza di essere umani. Molti ragazzi hanno partecipato al progetto perché interessati a facoltà come giurisprudenza o medicina, ma hanno capito che si tratta di un discorso ben più ampio. Dal canto nostro, speriamo di essere stati loro d’aiuto nella decisione da prendere, non solo in ambito universitario.

  • Perché tutto questo interesse per il liceo?

Perché, considerando la situazione internazionale e quella del nostro mondo scolastico, ci è sembrato un buon momento per provare ad acuire il senso critico di uno studente. La ragione principale però è che proprio durante il liceo prende meglio forma quello che viene spesso chiamato senso civico. In realtà, più che un senso civico, è un nuovo punto di vista sul mondo; s’iniziano a comprendere i problemi con i quali bisognerà confrontarsi dopo la maturità e soprattutto si crea, o almeno si spera di creare, un nuovo interesse verso quello che accade nel mondo. Con questo progetto speriamo di aver aiutato i ragazzi a sentirsi meno impotenti e più consapevoli. Un altro aspetto molto interessante è quello di mostrare una faccia diversa dell’Università, dove è facile sentirsi soli e perdersi.

  • Sulla base di quale criterio avete scelto i temi e le attività?

Affrontare un argomento come i “diritti umani” è sempre difficile, anche perché riguardano praticamente tutti gli aspetti del nostro vivere e del nostro essere, appunto, umani. Abbiamo quindi cercato di dare ai ragazzi una visione sufficientemente completa  senza essere troppo noiosi e per riuscire in questa impresa le attività sono state fondamentali. Ognuna di esse rappresenta il momento in cui viene preso di petto l’argomento che si è trattato subito prima, in modo da facilitare la memorizzazione da parte dei ragazzi. Le attività sono state utili anche per il nostro compito di moderatori, soprattutto per la gestione dei singoli gruppi e per facilitare l’inizio delle discussioni. Abbiamo cercato di utilizzare attività che abbiamo provato anche noi, così abbiamo potuto prevedere possibili sviluppi. Alcune di esse sono state molto rielaborate, mentre altre le abbiamo progettate interamente noi. Volendo fare un esempio, uno degli argomenti della seconda giornata è stato la medicina delle migrazioni/situazione dei migranti, così Annachiara ha preparato un testo in cui si ripercorre l’esperienza immaginaria di un migrante (dalla guerra, fino ad un processo ingiusto qui in Europa), che abbiamo letto ai ragazzi bendati, usando come sottofondo musicale per creare la giusta atmosfera. Quest’attività è servita ai ragazzi per immedesimarsi nella situazione e per parlarne non più come una questione di cifre o di politica internazionale, ma come una problematica che riguarda vite umane.

Nella scelta  degli argomenti abbiamo cercato di seguire un filo logico, prima la parte più generale sul concetto stesso di diritto e sulla situazione internazionale, poi ci siamo concentrati sul diritto alla salute perché strettamente correlato al primo diritto che è quello alla vita, passando quindi per i sistemi sanitari e la medicina delle migrazioni, per poi giungere alla salute globale. Siamo stati felicissimi di parlare di tutti questi argomenti ai ragazzi, soprattutto della salute globale, dato che gli stessi medici spesso non sanno cosa sia; e qui ci vuole di nuovo un grande grazie al “bomber” Egidio. Quest’ultimo argomento è molto importante, non solo per il tema in sé, ma perché fa comprendere perfettamente come tutto sia connesso, come tutto sia una “rrrete” (-cit.).

  • Che importanza può avere il progetto diffuso a livello nazionale?

Sarebbe bellissimo poter vedere questo progetto attivo in più sedi locali, soprattutto perché aumenterebbe il numero di liceali con una formazione basilare su queste tematiche, e magari, qualcuno di loro potrebbe proseguire con percorsi di formazione o di auto-formazione.

In realtà avremmo anche un obiettivo a lungo termine, un “sogno” per così dire, o un’”utopia” per i più scettici. SU4UR ha come obiettivo primario quello di migliorare la società in cui viviamo rendendo i giovani consapevoli delle sue problematiche, ma soprattutto di quanto si possa fare per risolverle. Il nostro obiettivo, da veri romanticoni, è quello di trasmettere ai ragazzi che il cambiamento è un fenomeno possibile.

Infine, riteniamo che sia anche molto importante far conoscere il SISM fuori dalla realtà universitaria… insomma, diciamolo; un po’ di pubblicità non guasta mai!

  • Che cosa bolle in pentola per la sua prossima edizione?

Parlare di prossima edizione fa onestamente venire un po’ di ansia, il grosso del lavoro che abbiamo da fare è mantenerci sempre informati e cambiare dati, argomenti e attività in base alle esigenze del momento e in relazione alla situazione internazionale (basti considerare il trattato UE-Turchia per la gestione dei flussi migratori). Quello che è certo e che vogliamo diffondere maggiormente il progetto sul territorio, l’anno prossimo sarà un anno molto importante perché ci consentirà di valutare meglio il progetto e di proporlo non solo alle classi di IV anno ma anche alle III. Per quanto riguarda i temi, stavamo pensando di concentrarci di più sulla situazione internazionale e sul rapporto tra conflitti armati e diritti umani, ma cercheremo di andare incontro anche alle richieste dei ragazzi che per partecipare devono compilare un breve questionario motivazionale la cui domanda più importante per noi è “cosa ti aspetti da un progetto come questo?”, anche perché è proprio per loro che abbiamo realizzato SU4UR ed è giusto adattarsi anche alle loro esigenze.

Sperando di non essere stati soporiferi, volevamo fare un saluto e un enorme ringraziamento a tutti i SISMici che ci hanno aiutato e sopportato, i mitici NORP Danilo e Giovanni e le straordinarie Verena, Claudia e Betta; dovremmo fargli delle statue. Un altro grandissimo ringraziamento va a tutti i disagiatissimi congressisti  che si sono fermati al banchetto della Project Fair, non ci aspettavamo tutto questo interesse, ma ne siamo davvero felici.

In ultimo, ma solo per sottolineare la loro importanza, vogliamo ringraziare tutti i ragazzi che hanno partecipato al progetto, sono stati stupendi e ci hanno dato davvero tanto, sia per le riflessioni che hanno fatto sia dal punto di vista umano, non potevamo avere di meglio.

Un grandissimo abbraccio a tutti; se volete più informazioni  o fare una chiacchierata, potete contattarci su Facebook o scriverci agli indirizzi mail gianlucaf.jk@gmail.com  e annachiara.ruggeri@gmail.com.

Gianluca Fevola
Annachiara Ruggeri