La Generazione V

TNT Foto CiccioIl Training for New Trainers non è solo un corso di formazione. Si tratta di un’esperienza, di uno stimolo, dell’inizio di un percorso.
Il TNT ha un inizio, ma non una fine; dura per tutta la vita associativa. Non ha uno scopo necessariamente unico per tutti, ma è costruito in modo che ogni partecipante possa ricercare e raggiungere il proprio obiettivo, quello che veste meglio, entro certi limiti.
Cerchiamo di capire, però, il momento storico in cui il TNT 5.0 si è collocato.
L’educazione non formale immerge le proprie radici nel SISM da non pochi anni ormai, nel lontano 2007. A quei tempi pochi training (scarsamente seguiti), venivano proposti da Trainer IFMSA. In quell’anno, tuttavia, l’ex NORA/NORP Federico Longhini scoprì l’International Peer Education Training, portando la peer in Italia e proponendo quindi il TIPE 1. Allora la situazione era differente: l’evento era costruito in modo completamente diverso da oggi, con diversi obiettivi. La necessaria propedeuticità del corso di malattie infettive dimostrava ancora un forte legame con l’educazione formale, universitaria, riconosciuta come l’unico solido riferimento per l’acquisizione di competenze.
Possiamo però identificare in questo anno l’inizio dell’Educazione Non Formale, o meglio, della Peer Education nel SISM.
Parallelamente, già nel 2006, nacque il Labmond.
Con l’importazione della NFE, si sentiva sempre più l’esigenza di utilizzare questa nuova scoperta e sostituire parzialmente (ma gradualmente) l’approccio frontale, favorendo la crescita dei Gruppi di Autoformazione.
Si capiva il potenziale della Non Formal Education, non solo dalle valutazioni e dai risultati ottenuti, ma soprattutto dall’entusiasmo dei nostri Soci. E proprio questo entusiasmo fu il motore che spinse l’Associazione a far crescere, negli anni a seguire, bellissimi progetti SISM, Locali e Nazionali, ancora presenti o rimasti nella storia, spesso e volentieri meravigliosi ibridi (Labmond, MIND, La cura per la morte, Workshop C.O.I., PEMP… chi se ne ricorda altri?).
La NFE non si fermò, anzi, ebbe una svolta esattamente sei anni fa, a Bari 2010, quando poche persone formate in IFMSA decisero di proporre la prima Training Session. Alessandro Mereu, primo TSDC dal Congresso di Catania 2010, decise, dopo l’entusiasmo dei partecipanti, di avere come obiettivo durante il suo mandato la realizzazione del primo TNT nel SISM, realizzato infine nell’Ottobre 2011, insieme a Diego Iemmi e Giovanni Mastrangelo.
Definire i diversi obiettivi dei training rispetto alla peer education non fu affatto semplice, né per la prima Training Support Division né, a maggior ragione, per i Soci.
Negli anni successivi la situazione non fu più chiara, anzi, andò via via peggiorando: le Training Session Congressuali erano (e ahimè, forse sono ancora) viste come momenti per riposare o per farsi un giro in spiaggia; più cresceva la confusione tra i Soci e più i training venivano visti come inutili.
A questo si sommava il numero crescente di progetti basati sull’utilizzo dell’Educazione Non Formale e della componente emotiva, sentita come unica via necessaria per raggiungere un obiettivo.
Forse è ancora troppo presto per dirlo, ma il TNT 5.0 ha dato un brusco cambio alla rotta che avevamo intrapreso.
Federico D’Attilio, Henrry Meza ed io siamo stati i timonieri e, dopo aver studiato i precedenti TNT, abbiamo cercato di impostare un evento solido, coerente con le attuali esigenze del SISM.
L’agenda che abbiamo costruito si è basata sul conferire strumenti ai nuovi Trainers e fornire competenze concrete per colmare le enormi lacune attualmente presenti.
Ovviamente il lavoro che è possibile svolgere in tre giorni è anche molto limitato, di conseguenza il nostro progetto iniziale si è ridotto e, a nostro malincuore, abbiamo dovuto in ogni caso tagliare parti importanti dell’agenda.
Gli argomenti trattati sono stati, a grandi linee, quelli maggiormente importanti per un Trainer: Il lavoro di gruppo, la sua gestione e le proprie dinamiche, la comunicazione verbale e non, il problem solving e la gestione dei tempi. Non sono mancate le simulazioni, potentissimo strumento per verificare l’efficacia del metodo. L’utilizzo delle fonti nella formazione e la strutturazione di agende.TNT 2

I princìpi su cui si è improntato il TNT sono stati:
1. AGENDA: impostare quella corretta è difficilissimo. Quale agenda adottare in quale contesto, per una Training Session, per un MiniMeeting, per un Training di più giorni. Ancora più difficile è trovare un’agenda fatta su misura per i partecipanti, dei quali spesso non si sa nulla prima dell’inizio dell’evento. La nuova frontiera su cui abbiamo lavorato, quindi, è riuscire ad adattare la propria agenda sulle necessità e possibilità dei Trainees. Quando noi Trainers abbiamo un obiettivo, diamo spesso per scontato che sia il medesimo dei partecipanti.
E se non fosse così?
Nel 90% dei casi, infatti, così non è. Il Trainer deve capire che lo scopo dei Trainees è forse più importante del proprio, deve quindi imparare a scendere a compromessi.
In termini pratici: essere un Trainer dinamico.
2. LE FONTI: quando facciamo autoformazione, quasi sempre cerchiamo spunto da vecchi esercizi, da fonti di teoria ed articoli che troviamo in giro. L’errore più grosso è prendere tutto questo come oro colato, ed utilizzarlo come base per formare i nostri Soci.
Durante il TNT abbiamo analizzato approfonditamente dove ricavare le fonti sia per l’autoformazione (bibliografie, siti internet dedicati ed affidabili, database riconosciuti) sia per la formazione (associazioni esterne, partner ufficiali SISM e non, figure professionali e competenti). Insomma: smettiamola di educare a casaccio.
3. IL PERCHÉ: ci dimentichiamo sovente di essere Trainer SISM. Siamo convinti di essere legittimati a trattare argomenti che non ci riguardano, con mezzi che non conosciamo. Vogliamo fare cose perché “è bello farle“, oltre che “perché sì, è sempre stato fatto così“. Ogni giorno, ad Almese, abbiamo ragionato su tutto questo.
Il Trainer deve costantemente porsi domande su ciò che sta facendo. La domanda è la bussola del formatore, senza la quale ci si perde molto facilmente e la cui via d’uscita diventa introvabile. Capire che il punto di vista del Trainer non sia l’unico corretto, ma che ve ne sono mille altrettanto corretti è lo strumento necessario per rendere una sessione fruttuosa.
Il formatore quindi ha la facoltà di decidere la direzione del gruppo, stimolandone il lavoro (coaching), gestendone le discussioni (moderazione), ma soprattutto aiutando il gruppo a raggiungere uno o più obiettivi (facilitazione).
Questo TNT ha permesso di far comprendere l’importanza assoluta delle domande (perché lo facciamo?) e di lavorare sul l’acquisizione dello strumento forse più importante: l’avere un occhio critico. TNT 1

Tutto questo è stato solo l’inizio, ora spetta alle nostre 24 nuove leve dare un vero significato alla colonna vertebrale tatuata sulla maglia da Trainer, dimostrando di essere garanti della formazione associativa, di essere una colonna portante del SISM.
Il percorso che devono fare è ancora molto lungo: il TNT è stato un brevissimo inizio, un semino di curiosità piantato nelle loro teste. Il vero lavoro formativo, per loro, comincia adesso.
Mi raccomando però, senza fretta, perché un educatore poco paziente non sarà mai un buon educatore.

Paolo Tosoni
Francesco Valente