L’importanza degli Eventi Nazionali “Minori”: il TIPE 10

Foto Ciccio TIPEDal 29 settembre al 2 ottobre, a Cavazzo Carnico (UD), ospitato dalle SL di Padova ed Udine, si è tenuto il TIPE 10.
A più di un mese dalla fine dell’evento, raccogliamo i pensieri di Giuseppe Quatrosi, Coordinatore Nazionale del Progetto TIPE:

<<Oggi, a più di 4 anni dal mio primo Evento Nazionale (il TIPE 6 della SL di Cagliari), se mi chiedessero “Cosa vuol dire fare SISM per te?” io risponderei “Star seduto per terra, in cerchio, con amici e cercare di cambiare il mondo partendo da te stesso”.
Questa risposta non è stata maturata negli anni, bensì consolidata da quel primo evento in poi.
Quest’anno ho ricoperto l’incarico di Coordinatore Nazionale del Progetto TIPE – Training Italiano in Peer Education, un evento che negli anni mi ha segnato sia dal punto di vista della formazione, sia dal punto di vista emotivo.
Il TIPE, un evento che ha accompagnato gli ultimi quattro anni della mia vita, non ha avuto lo stesso impatto degli anni passati. Non sono stati quattro giorni di pure emozioni, quattro giorni di scoperta e riscoperta: quest’anno il TIPE è stato anche un anno lungo, passato dietro un pc o al telefono. Non è stato solamente un evento, concreto e tangibile; è stato anche una Project Proposal da modificare, delle mail a cui rispondere, soluzioni alternative da studiare.
Sarò stato ingenuo quando mi sono candidato, ma mi è mancata quella sensazione di vedere lo spettacolo senza star dietro le quinte. Ma se oggi guardo a questa esperienza con qualche rimpianto, forse un domani mi ritroverò ad annoverare quest’anno tra quelli che più mi hanno insegnato… chi può dirlo?
Organizzare questo evento è stato tremendamente difficile. Più volte mi sono chiesto “Perché farlo?”; una domanda che pensavo non mi sarei mai posto in merito ad un progetto che mi sta così a cuore.
Sicuramente una delle cose che mi aveva colpito più negativamente e mi stava facendo perdere le speranze era il dislivello di partecipazione ed interesse che avevo notato in Mailing List tra quando si parlava di modificare la Project Proposal e quando, invece, per due volte, sono state aperte le chiamate per la Sede Locale Ospitante, per i formatori e per i partecipanti.
È vero, non mi sarei dovuto sorprendere più di tanto, o almeno, forse non in negativo, la Project Proposal è l’evento, così come l’evento è la Project Proposal; almeno per quel che ci raccontiamo. Ma lascia un senso di amarezza aver ricevuto più mail, messaggi e chiamate riguardo un file, che riguardo l’organizzazione concreta dell’evento a cui quello stesso documento si correla.
È anche vero che una discussione in Mailing List General era nata a tal proposito e ne erano nati spunti interessanti. Certo, quella mail, poco aveva a che vedere con il TIPE, riferendosi più al TNT, ma per vicinanza di temi e tempi ho trovato da quella discussione molti spunti di riflessione.
Ci si chiedeva perché le Sedi fossero così riluttanti o in difficoltà se messe di fronte all’eventualità di ospitare un Evento Nazionale minore.
C’è chi ha suggerito di delegare l’organizzazione dell’evento al CN, chi ha identificato il problema con la struttura. Io, sfruttando un OLM della PSD riguardo questa tematica, mi sono ritrovato a parlare di un altro aspetto: il marketing.
Quello di cui abbiamo discusso era che forse il problema che sta alla base di certe difficoltà nel trovare Sedi che ospitino un evento, non stia nella difficoltà nel farlo, ma nel poco “appeal” che possa avere per una Sede Locale.
Mi chiedo però se sia giusto parlare di marketing, come se si volesse vendere l’evento a dei clienti e mi rispondo dicendomi che non sono clienti quelli a cui mi rivolgo, ma Soci che dovrebbero riconoscere l’importanza dell’evento e collaborare alla realizzazione dello stesso.
Spero che in futuro, le testimonianze dei partecipanti, formatori e OC consolidino una Consapevolezza Associativa che permetta di comprendere perché facciamo qualcosa, perché ospitiamo un evento; perché c’è qualcuno dietro un PC a tentare di far funzionare qualcosa.>>

TIPEAnche Caterina Simoni, della SL di Udine, OC Coordinator del TIPE 10, ha voluto condividere il suo punto di vista sull’evento:
<<TIPE, quattro lettere dal significato poco comprensibile dai non SISMici, ma che nascondono un mondo intero. Soprattutto perché ognuno dal TIPE porta a casa qualcosa di personale e lascia una piccola parte di sé agli altri. Non si torna indenni da un TIPE, si è sempre un po’ frammentati, ma pieni di idee ed entusiasmo.
Questa volta, il TIPE per me è stata un’esperienza ancora più diversa, perché l’ho vissuta dalla parte opposta del muro, come OC Coordinator.
Il tutto è nato un po’ per caso, quasi per gioco. Ci siamo lanciati e abbiamo provato a sentire cosa significa volare. Ci sono stati momenti in cui ci siamo sentiti precipitare, ma prima di arrivare a schiantarci siamo sempre riusciti a riprendere quota, arrivando ad approdare a Cesclans, sui colli friulani.
Non avrei mai pensato di riuscire ad organizzare un evento per più di 50 persone. Penso che sia questa paura di non farcela che blocca tanti a non provarci, rendendo difficoltoso trovare le sedi per gli eventi minori. E questo penso sia un gran peccato, considerando quanto un evento minore può dare all’Associazione. Non solo in termini di formazione di persone, ma anche per quanto una Sede Locale può guadagnare da un evento simile, non parlando ovviamente di guadagno economico, ma soprattutto umano ed emotivo.
Far parte dell’OC è sicuramente faticoso ed impegnativo, prevede l’impiego di tempo ed energie per l’organizzazione di tutto, dalla ricerca della location alla caccia ai formatori, dalla decisione del menù alla gestione dei trasporti. Poi arriva il giorno dell’inizio dei lavori, tra l’accoglienza dei partecipanti e le presentazioni, la sistemazione del cibo in cucina e le lotte con la lavastoviglie. Si viene trascinati in un vortice di cose da fare, orari da rispettare, trainers ritardatari da richiamare all’ordine e magari poi coccolare con un caffè extra. Carta igienica che finisce, lampadine che si fulminano, “Dov’è il mio telefono?”, “Occhio che l’acqua bolle!” e via discorrendo. Non si dorme, forse si riesce a mangiare qualcosa, si è sempre di corsa. Poi ci vorrà una settimana per riuscire a recuperare il sonno perduto.
Però quanto è bello!
Da questa esperienza ho imparato molto. Ho scoperto che un buon programma è il modo migliore per gestire anche le emergenze. Che ogni persona ha delle caratteristiche e capacità nascoste che vanno fatte emergere e lodate e che dividersi i compiti è fondamentale.
Certo, ci sono stati momenti di sconforto e magari qualche arrabbiatura, ma cantare qualche coro in cucina ha fatto passare tutto. Ho scoperto che nella mia Sede Locale non sono circondata solo da Soci con cui organizzare le attività, ma da amici. Questi quattro giorni ci hanno unito tantissimo, sia tra membri dell’OC che partecipanti della nostra SL.
Non c’era momento libero in cui non passasse qualcuno per un saluto, una chiacchiera o un aiuto.
Vorrei dire quindi grazie alla mia fantastica sede locale, UDUDUDUDUDINE: Gabriele, Luisa, Edoardo, il Best OCD ever.
L’OC padovano, Simone. E super Peppe, Coordinatore Nazionale del TIPE. Anna, Laura, Rebecca, Matteo, Giulia e Miriana, i nostri partecipanti. Come non ringraziare i trainers, Martina, Alessandro e Christian, super! Soprattutto Luca, per le notti in bianco a chiacchierare e le tue cose sparse ovunque. Grazie per la vostra passione e la vostra energia!
Sarà quindi stato difficile e impegnativo, considerando anche che questo TIPE è stato il primo Evento Nazionale che ci siamo trovati ad organizzare e che quindi ci mancava sicuramente un po’ d’esperienza per essere più al #top. Ma ci abbiamo messo davvero tutto e non potrei essere più soddisfatta del risultato.
Per me questo non è stato per nulla un evento “minore”, anzi, è stato il più grande di tutti!>>

Giuseppe Quatrosi
Caterina Simoni
Francesco Valente