Sorrisi

Autori“Sorridi, Sorprendi, Sentilo” Sono le parole che riescono, seppur non al 100%, arappresentare l’esperienza che abbiamo vissuto.  
Siamo Elena&Silvia e scriviamo rispettivamente dalla Campania e dalla Puglia per conto della SL di Catanzaro, per raccontarvi la concretizzazione di un sogno che custodivamo nel cassetto.
A Catanzaro, per la primissima volta, abbiamo organizzato l’Ospedale dei Pupazzi – e, per partire in grande, l’abbiamo suddiviso in due tappe: una prima, giorno 17 Maggio, a scuola, e una seconda, giorno 21, al parco commerciale!

Dopo aver seguito il corso di formazione – della durata di 3 giorni e diviso in due lezioni teoriche (una con la professoressa di neuropsichiatria infantile e l’altra con il professore di pediatria) ed in un fantasmagorico training tenuto da Davide, Arianna e Maria Rita (di cui avete letto nello scorso numero di questo editoriale!). –
Ci siamo riuniti per costruire tutta la strumentazione per l’allestire i reparti dell’OdP. “Ma noi studiamo medicina, non sappiamo disegnare e colorare, Silvia come speri che riusciremo a fare tutto?” e così, nel panico generale, è disceso su di noi un progenitore di Giovanni Muciaccia che ci ha donato la speranza e la ricetta segreta per la soluzione collavinilica&acqua. Usufruendo della nostra fantasia e delle reminiscenze di vari corsi di découpage e pittura seguiti alle scuole medie siamo riusciti nel nostro intento: siamo partiti in 35 ragazzi armati di cartelloni, scatoloni, tempere e pennelli, e siamo arrivati alla fine sovrastati da pupazzografo, RMN, TAC, e chi più ne ha più ne metta… non stiamo scherzando, pensate che non abbiamo più spazio per altri macchinari!IMG_3081

La strumentazione era pronta, ma mancavano i pazienti! Nessun problema: “Facciamo una raccolta pupazzi, qualcuno lo recupereremo!”. Non curanti del fatto che le parole BAMBINI-OSPEDALE siano una combo micidiale, abbiamo pubblicizzato il progetto e ci siamo ritrovati con a tenere buste piene di peluche anche nell’armadio, al posto della nostra collezione autunno-inverno (Si narra addirittura che qualche Teddy sia finito nel frigorifero…).

A questo punto non ci mancava davvero nulla! Prima tappa: Asilo Girotondo.
“Porti tu il pupazzografo in macchina? E tutti i pupazzi? I libretti sanitari li ho io!” Questa era una conversazione tipo tra noi due il giorno prima del nostro OdP!

IMG_3083Giorno 17 mattina, ore 07.30: suona la sveglia e dopo una iniziale smorfia, faccio il tentativo di girarmi dall’altra parte e continuare ad essere cullata dalle braccia di Morfeo, ma ecco che nella mente si profila solo una parola: OdP“! Svelta, scatto in piedi dal letto, colazione e di corsa sotto la doccia, dove ho modo di raccogliere i miei aggrovigliati pensieri, le paure e l’eccitazione per quello che la mattinata avrebbe prospettato! Il soggiorno è invaso di roba: cartelloni, medicinali, macchina per ECG, RMN, macchina per anestesia: con l’aiuto dei baldi pupazzologi Gianluca e Silvio, carichiamo la macchina e ci dirigiamo verso la scuola d’infanzia “Girotondo”. Dopo un più che giustificato panico durante il quale la mia mente era invasa dalla frase, ripetuta più e più volte  “e ora che facciamo? Dove posizioniamo il tutto?” e dopo aver salutato i pupazzologi, cominciamo a sistemare tutti i reparti: dall’accettazione alla pupazzologia medica, dalla radiologia alla farmacia, passando per la chirurgia. A quel punto indossiamo i nostri camici, cartellino da pupazzologo ben in vista, fonendo al collo, selfie di buon auspicio e… si comincia!

In sala d’attesa ci sono una trentina di bambini, alcuni impauriti, altri curiosi, che stringono e abbracciano il proprio pupazzo e ci guardano, o meglio ci scrutano, ci studiano. Cominciamo a conoscerci e pian piano rompiamo quella barriera di ansia che si era creata, che si sgretola totalmente con i primi bimbi impegnati nell’iter diagnostico. Non sto qui a dilungarm
i perché scriverei fiumi di parole, ma vi racconto solo di un bambino che alla mia domanda:
“Cos’ha il tuo Spiderman?” Mi risponde: “lui non ha nulla, è un supereroe!”. Obiettivamente, ha ragione!Mi ha fregata, penso. Ma sono comunque riuscita a trovare un’ipertensione e a fargli un ECG con l’aiuto dei pupazzologi di medicina interna!

La giornata è volata, e con sacrificio abbiamo dovuto lasciare i piccoli per il pranzo. Una cosa impagabile e che mi ha riempito il cuore più di ogni altra cosa è stato sentire: “Tornate a trovarci presto!” con tanto di manine che salutano e sorrisi stampati sul volto dei bambini, quegli stessi che, vedendoci di prima mattina, abbassavano lo sguardo o palesavano timore! È un’immagine che mi ha commosso tanto.

IMG_3084Seconda tappa: Parco Commerciale “Le Fontane”.
I giorni volano in un attimo ed ecco che ci ritroviamo ad organizzare i vari reparti su tavoli disposti appositamente per noi in uno dei corridoi principali del centro commerciale. Le nostre dirimpettaie sono delle simpatiche ragazze che promuovono la raccolta differenziata ed il riciclo proponendo ai bambini dei giochi. Bello! Piccola parentesi: pochissimi bambini sono andati a giocare con loro: erano tutti abbagliati dai nostri sorrisi, dai nostri bei camici e dai meravigliosi pupazzi che all’occorrenza spiattellavamo sotto il naso dei genitori per attirare l’attenzione!

È sabato, e il cielo fa i capricci; “Buon per noi” pensiamo, sperando di poter curare molti pupazzi. Sono le 9:30, siamo già operativi ed ecco i primi bambini che tra mutismo selettivo e sorrisi imbarazzati iniziano a farsi largo tra di noi immaginandosi le più svariate problematiche: il pupazzo di F. ha fatto indigestione di birra&vino, Minnie ha mal di testa per il troppo rosa dei suoi vestiti, l’elefante si è procurato nel giro di 2 ore due fratture scomposte alla proboscide, la mucca è incinta, Peppa Pig ha mal di cuore, il coniglietto ha preso freddo alle orecchie… insomma, un vero lazzaretto!

Le ore passano, ma i bambini continuano ad arrivare! Non facciamo in tempo a curare la zampa rotta di Teddy che subito un altro bambino lo sceglie come compagno di viaggio. Povero Teddy, lui neanche ci voleva venire al centro commerciale! Stava tanto bene accucciato nell’armadio! Nel corso della giornata più bambini decidono di giocare con noi più e più volte, che soddisfazione! Siamo riusciti a fare centro nel loro cuoricino. Non potremo mai dimenticare S., terrorizzata dai prelievi; nel corso dei suoi pochi anni di vita ha acquisito un riflesso condizionato: dici “prelievo, puntura” e lei automaticamente scoppia in lacrime. È la nostra occasione per farle cambiare idea! Ci mettiamo in allarme a vicenda spargendo la voce ai ragazzi che in quel momento erano nel reparto di Medicina Pupazzologica e sollecitandoli a fare prelievi e vaccini al pupazzo di S. sperando nella magia. Bidibi bodibi bù e la bambina paura non ha più!IMG_3079Potremmo raccontarvene altre 100 di queste situazioni, ma finiremmo per scrivere un trattato! Vi possiamo solo dire che oltre ai bambini, in quelle 10 ore di OdP al parco commerciale, siamo cresciuti anche noi: abbiamo affrontato la sensibilità dei bambini e siamo riusciti a farla un po’ nostra rendendo il momento magico e costruttivo, accostandoci al loro mondo fantastico e facendone parte anche solo per qualche istante, riscoprendo il bambino che è in ognuno di noi. Abbiamo acuito i sensi per carpire tutta la magia che si cela dietro il sorriso dei piccoli, per entrare (anche se per pochissimo) in punta di piedi nella loro vita e poter lenire le loro piccole-grandi paure e per ricordare che le cose semplici, le più vere, sono capaci di farci vibrare il cuore e di colmarlo di amore.

Elena Ruggiero
Silvia Sozzi